Attenzione
Ambiente, nuova centralina a S. Filippo
Ma le forze sia di maggioranza che di opposizione sono critiche: «Per la qualità dell’aria si è fatto troppo poco»
LUCCA. Una nuova centralina di rilevamento della qualità dell’aria in arrivo in via di Tiglio a San Filippo. Il piano della mobilità ciclabile approvato e pronto a partecipare al bando per ottenere contributi regionali, il servizio di bike sharing vicino a partire; non ultimo l’impegno per potenziare Lucca Port, il trasporto merci con mezzi elettrici nel centro storico. Sono alcuni dei fronti sui quali la commissione ambiente del consiglio comunale - in base alle spiegazioni fornite dal suo presidente Francesco Battistini, capogruppo del Pd - ha lavorato e sta lavorando. In più, aggiunge Battistini, «stiamo effettuando un censimento delle antenne di telefonia mobile sul territorio comunale, con rispettive emissioni: l’obiettivo è ridurle al minimo. Anche queste sono politiche ambientali, anche queste sono politiche per la tutela della salute dei cittadini».
Queste le ultime novità in materia di ambiente, spiega Battistini. Ma i capigruppo delle altre forze consiliari hanno un approccio piuttosto critico rispetto a quanto e come l’amministrazione attuale ha operato e opera in materia di ambiente, in particolare da quando un assessore solo impegnato in questioni ambientali non c’è più (Giuseppe Pellegrini Masini, Idv), perso col rimpasto di giunta di agosto 2013 (la delega è assegnata a Francesca Pierotti, assessore a viabilità e opere pubbliche). Perché il problema ambientale invece esiste, ed è forte, con Lucca che detiene il primato negativo di secondo capoluogo toscano per aria più inquinata.
Manca una visione precisa. Critica Daniela Rosellini, capogruppo di M5S. «Avendo creato superassessorati, dopo il rimpasto l’ambiente è passato in secondo piano- dice -. Adesso non si va in una direzione precisa, ma a tentoni. Pellegrini Masini aveva idee chiare. Per andare verso il miglioramento della qualità dell’aria ci vorrebbe una politica che incentivi la mobilità alternativa.
Tambellini non va più in bici. Francesco Amanti, capogruppo di Federazione della sinistra, ricorda le immagini di campagna elettorale, quando l’attuale sindaco si vedeva spesso in sella alla due ruote. «Tambellini ora non si fa più vedere in bici - dice - e un po’ mi ha deluso sulle politiche ambientali. Come fa a non esistere il problema dell’aria nella Piana, circondata com’è da monti e con le industrie e le strade in mezzo? Ho proposto tante volte campagne per promuovere la bici, mi sento dire di sì ma non si fa mai niente. Avevo stima di Pellegrini Masini, non condivido il suo allontanamento. E la Pierotti non ha troppe deleghe e troppo da fare».
Ripartiamo dal trasporto pubblico. Più controlli sulle emissioni industriali, ma il vero scandalo, secondo Piero Angelini, capogruppo di Governare Lucca, è che il trasporto su rotaia fra Lucca e Firenze sia su un binario unico, una situazione che «ci porta indietro di cinquant’anni», sottolinea. E poi il trasporto pubblico dei bus, urbani ed extraurbani, in pratica precipitato. «Quando ero sottosegretario all’Ambiente - ricorda Angelini - approntammo la prima centralina per rilevare la qualità dell’aria. E Clap acquistò i primi mezzi a metano. Oggi la peggiore scelta dell’amministrazione è stata di vendere Clap, ma a Tambellini dò atto di non avere mai ceduto sugli assi viari».
Non vedo soluzioni. «Il problema ambiente non è solo di Lucca, ma di tutto il territorio nazionale - dice il capogruppo di Liberi e Responsabili Lido Fava -. A Lucca le politiche ambientali sono abbandonate da decenni. Invece il fatto che esista un’emergenza come quella dell’aria dovrebbe essere di stimolo a prendere provvedimenti. Non vedo soluzioni all’orizzonte».
Viabilità trascurata. Il punto di vista di Luca Leone, capogruppo di Impegno comune, è che «a Lucca la viabilità è trascurata, un dato storico. In una città medio piccola come la nostra c’è un solo sottopasso ferroviario, a Sondrio ce ne sono quattro. Il problema aria si risolve solo intervenendo su traffico e viabilità».
Il problema sono le risorse. «Non si risolve il problema aria se non si interviene sulla mobilità - è dell’idea anche Beatrice Piantini, capogruppo di Sel -. Basterebbe che partisse il bike sharing per dare un segnale. Passare ore nel traffico con l’auto oltre che questione di salutè è anche qualità della vita. Purtroppo non ci sono soldi per programmare politiche ambientali, seppure i piani esistano. E le leggi cambiano e non ci puoi fare affidamento. Finisce che si cerca di governare il quotidiano senza fare cose di sostanza. Dobbiamo in tutti modi inoltre incentivare il trasporto merci in centro con i mezzi elettrici».
Sì agli incentivi, no ai divieti. Una sintesi chiara e lineare quella di Roberto Lenzi, capogruppo Idv. «Dall’uscita dell’assessore Idv - dice - , sulle politiche ambientali non si è fatto più niente. Concordo sulle politiche sugli incentivi piuttosto che sui divieti. E ritengo grave che non siano stati fatti i lavaggi delle strade».
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