Il Tirreno

Lucca

Ponte sul rio Casale, il progetto è sbagliato

La ditta Lelli Kelly ribatte al Consorzio: «I ritardi nei lavori non sono assolutamente colpa nostra»

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SEGROMIGNO IN PIANO. Botta e risposta sul caso del ponte di via dei Bocchi. La Lelli Kelly replica al Consorzio di Bonifica. «Anche noi siamo vittima, come gli utenti della strada, di un progetto sbagliato fin dall'inizio - scrive l’azienda, accusata dal Consorzio di aver fatto ritardare i lavori perché voleva la modifica del progetto -. Lelli Kelly respinge fermamente ogni accusa di responsabilità in ordine alla durata dei lavori eseguiti sul rio Casale, in corrispondenza della via Bocchi, che hanno comportato anni di disagi, spese e danni, rispetto ai quali la società si riserva ogni valutazione e azione nei confronti dei responsabili. Nonostante l’esproprio subito da Lelli Kelly il 30 agosto.2009 le prime opere sul canale sono iniziate nell'estate 2013, dopo 4 anni. Quando è stato chiaro che il ponte che si stava realizzando avrebbe impedito il transito degli autoarticolati in entrata e in uscita dall'azienda (praticamente la spalletta del ponte stava per essere realizzata a ridosso del cancello), paralizzando l’attività dell’impresa Lelli Kelly è stata costretta a diffidare gli enti esecutori dei lavori dal proseguirli in quella forma. Soltanto il buon senso delle parti e dei rispettivi tecnici e legali ha evitato un ricorso di urgenza all’autorità giudiziaria e gli enti preposti. Una volta che si sono resi conto del danno irreparabile che si stava perpetrando, hanno leggermente modificato l’opera in corso, realizzando quella strada che è sotto gli occhi di tutti. Il ritardo è dovuto quindi alla necessità di rimediare a un errore di progettazione. Quanto all'ipotesi di una viabilità alternativa di accesso alla sede, i costi sono apparsi sin dal primo momento proibitivi e tenuto conto della già subìta espropriazione l'azienda ha ritenuto ingiusto e inopportuno farsene carico: in sostanza si sarebbe preteso di “chiudere” il passo carrabile (e quindi chiudere l’azienda) da molti anni esistente per realizzarne uno alternativo sul retro a spese della Lelli Kelly! Le opere pubbliche, realizzate con i soldi della collettività, compresi quelli della Lelli Kelly, che è fra i primi contribuenti del territorio e garantisce lavoro a molti, debbano rispettare le persone, salvaguardando il diritto al lavoro. È evidente che i lavori realizzati non sono il frutto di una progettazione condivisa. Se per un verso dovrebbero essere stati risolti i pericoli delle esondazioni del rio Casale, per altro verso l’opera comporta disagi e pericoli per la circolazione stradale e l’incolumità di tutti coloro che, per lavoro od altri motivi, devono accedere ed uscire non soltanto dall'azienda, ma anche dalle altre proprietà private vicine».

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