Italia
Indagati due dirigenti del Comune
L’ inchiesta su atti urbanistici per il piano strutturale e il Piuss partita dopo le denunce dei consiglieri Angelini e Rosellini
LUCCA. Due dirigenti comunali sono finiti nel registro degli indagati con l’accusa di falsità ideologica e materiale in autorizzazioni amministrative per vicende legate al settore urbanistica. Per la procura, a vario titolo, avrebbero formato atti legati al piano strutturale e al progetto di piazzale Verdi non conformi alla realtà, in modo da aver indotto in errore il consiglio comunale. Alterazioni od omissioni che avrebbero portato a modifiche dei piani non contemplate dalla normativa. Un processo che si discuterà quindi sull’interpretazione delle norme urbanistiche e attraverso le contestazioni tecniche con l’ausilio di perizie e controperizie. Perché l’indagine è conclusa e, al momento, è improbabile che i legali dei due dirigenti comunali chiedano alla pubblica accusa di far interrogare i loro assistiti o presentino memorie difensive.
Gli indagati. Sotto inchiesta sono finiti Maurizio Tani, 61 anni, ex dirigente del settore dipartimentale programmazione e pianificazione del territorio, difeso dall’avvocato Carlo Di Bugno, e Mauro Di Bugno, 58 anni, attuale dirigente del servizio pianificazione e gestione del territorio, assistito dall’avvocato Lodovica Giorgi. L’indagine è iniziata un anno fa in seguito agli esposti del consigliere comunale di Governare Lucca, Piero Angelini, e del movimento Cinque Stelle, Daniela Rosellini sul progetto di variante di piazzale Verdi discusso in consiglio comunale e trasmesso alla procura. Il sostituto Fabio Origlio - avvalendosi della squadra di polizia giudiziaria dei carabinieri e di un consulente tecnico che ha esaminato le carte, chiedendo anche integrazioni con le tavole planimetriche del Comune - ritiene che vi siano prove sufficienti per chiedere un processo nei confronti dei due dirigenti.
Le imputazioni. L’indagine è legata alla delibera del 17 gennaio 2011: la variante di minima entità al piano strutturale e contestuale variante straordinaria al regolamento urbanistico di salvaguardia del piano. Il responsabile del procedimento è l’architetto Maurizio Tani, che viene incaricato dalla giunta Favilla a redigere la proposta di deliberazione che deve esprimere il parere favorevole di regolarità tecnica. Per l’accusa il dirigente, inducendo in errore i membri del consiglio che adotteranno la delibera, avrebbe attestato falsamente la conformità urbanistica della variante attraverso l’abrogazione di due articoli del regolamento urbanistico che non si trovavano negli emendamenti approvati dai consiglieri comunali con lo stesso provvedimento. Dopo l’adozione del testo da parte del consiglio e le successive osservazioni si passa all’approvazione. Lì, per l’accusa, entra in gioco l’architetto Mauro Di Bugno che - siamo alla delibera del 15 marzo 2012 - è responsabile del procedimento e redattore della proposta di deliberazione che esprime parere favorevole alla regolarità tecnica della variante straordinaria al regolamento urbanistico di salvaguardia del piano strutturale. E, per la procura, induce in errore i consiglieri attestando il falso in relazione alle modifiche di due articoli delle norme tecniche di attuazione del regolamento urbanistico riconducendole alle modifiche giustificate con l’approvazione del piano integrato di sviluppo sostenibile.
Piazzale Verdi. E per l’accusa Di Bugno avrebbe indotto in errore la giunta anche riguardo all’adozione della delibera del 23 aprile 2010 di approvazione del progetto «Nuovo Anfiteatro» attestando la sua conformità con le prescrizioni del regolamento urbanistico vigente che invece, per l’accusa, era in contrasto con il Master Plan delle Mura Urbane.
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