Il Tirreno

Lucca

«Ora collaboriamo per Puccini»

«Ora collaboriamo per Puccini»

Dopo l’assoluzione Colombini chiede a Comune e Provincia una vera sinergia

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LUCCA. Andrea Colombini, direttore artistico di Puccini e la sua Lucca si ispira a una scena del film di Monicelli del ’73 (Vogliamo i colonnelli) per replicare alle accuse di usurpazione del marchio del Festival Puccini di Torre del Lago per pubblicizzare i suoi spettacoli. Diatriba finita poi in tribunale e conclusa il 31 gennaio con la piena assoluzione dall’accusa che per otto lunghi anni ha perseguitato Colombini, inizialmente condannato al pagamento di una pena pecuniaria per aver indebitamente usufruito di elementi propagandistici appartenenti all’ente versiliese, con conseguente querela dell’allora presidente.

I fatti risalgono al 2007 quando alla prima di Bohème organizzata dall’associazione lucchese e con la fila davanti alla biglietteria, si presentò l’ufficiale giudiziario chiedendo il sequestro dell’incasso, tra lo stupore e l’evidente imbarazzo dei presenti. Stando alle accuse l’associazione diretta da Colombini non poteva utilizzare le espressioni Puccini e Festival abbinate, perché già presenti nel marchio del festival pucciniano. E’ l’avvocato Chiara Bimbi Pasquinelli, legale di fiducia di Colombini, a spiegare il burrascoso iter giudiziario «concluso con assoluzione piena da parte della Corte d’Appello di Firenze che, in prima udienza e con dibattimento immediato, ha deciso la totale assenza di reato di usurpazione e concorrenza sleale dell’art director che in prima istanza era stata accolta dal tribunale di Lucca».

La notizia non ha sorpreso l’interessato che in questi anni si è sempre dichiarato innocente: «Ero certo sull’esito positivo del dibattimento, afferma, poiché sapevo di essere nel giusto e di non nuocere al festival Puccini, al quale tendo invece la mano per un progetto collaborativo, accantonando tensioni e vecchi rancori». . E’ stato comunque un periodo amaro per Colombini che però ha sempre reagito con serenità: «Otto anni di gogna, insulti, illazioni e malcelato disappunto, aggiunge, nonostante gli ottimi riscontri per i circa trecento concerti annuali dedicati a Puccini. Ma anche otto anni di inspiegabili ostracismi che ci hanno allontanano da ogni progetto che riguardasse il compositore lucchese che la sua città natale sembra aver dimenticato. I 7,5 milioni stanziati nel 2008 per le celebrazioni del 150mo anniversario della sua nascita, dai quali siamo stati totalmente esclusi ne sono un esempio».

Ciò che però sembra amareggiare di più Colombini è la totale assenza della sua associazione da ogni tavolo progettuale su eventi legati a Puccini. «Non voglio certo pensare a un’orchestrazione contro di me e sono pronto a sotterrare l’ascia di guerra, precisa ma, anche alla luce degli ultimi eventi e visto che celebriamo Puccini quasi ogni giorno dell’anno, d’ora in poi chiedo di essere partecipe ai progetti che lo riguardano».

E, rivolgendosi al sindaco e al presidente della Provincia chiede loro di operare in favore di una sinergia vera e leale tra i soggetti interessati perché «Puccini non è solo di Torre del Lago, ma anche e soprattutto di Lucca dove egli è nato e che dovrebbe rendergli giusto merito».

Rossella Lucchesi

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