Sicurezza
Il Comitato ricorre all’Unione europea
Secondo la denuncia presentata a Bruxelles sarebbero state violate le norme comunitarie sulla Via e sulla Vas
BAGNI DI LUCCA. Dopo la diffida indirizzata al presidente della Provincia Stefano Baccelli, all’assessore all’Ambiente Maura Cavallaro e al dirigente Roberto Pagni, proseguono le iniziative legali del Comitato Ambiente e Salute. Il gruppo nei giorni scorsi si è infatti ufficialmente rivolto alla Commissione Europea e al Segretario Generale per segnalare, si legge nella premessa dell’atto inviato a Bruxelles, «la violazione della normativa in materia di valutazione di impatto ambientale (Via) e valutazione ambientale strategia (Vas)» mai espletate per la centrale a biomasse in progetto a Fornoli.
Il Comitato si era già in passato rivolto all’Europa ma in quella prima occasione la Commissione aveva risposto di non poter intervenire visto che l’iter giudiziario (rappresentato dai ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato) era ancora in corso nel nostro Paese. Ora però che la prassi si è conclusa, il gruppo ambientalista è tornato all’attacco. «In via sintetica le violazioni della normativa comunitaria che sembrano ravvisabili – scrivono testualmente i membri del Comitato – riguardano le seguenti materie: la gestione e qualità dell'aria ambiente (malgrado i rilievi effettuati avessero dimostrato una cattiva qualità dell'aria sin dal 2001, le autorità italiane hanno “dimenticato” di classificare correttamente il territorio comunale di Bagni di Lucca, falsando così ogni successiva valutazione ambientale per oltre dieci anni); la Vas (con l'autorizzazione della centrale a biomasse sono state apportate varianti a strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale senza alcuna procedura di Vas o di verifica di assoggettabilità) e infine la Via e l’Ippc (in quanto la normativa italiana prevede soglie meramente quantitative per escludere l'obbligo di Via e l'esclusione del progetto è avvenuta solo per l'applicazione di uno di questi parametri; tali soglie quantitative sono state comunque violate nel caso specifico; la precedente e dismessa attività industriale, comprensiva di una cartiera non è mai stata assoggettata a VIA ed il sito presenta innumerevoli peculiarità)».
Ma cosa ha chiesto in sostanza il Comitato alla Commissione Europea? «Chiediamo – scrivono i ricorsisti – che venga accertata la violazione della normativa comunitaria in materia di Via, di Vas e di qualità e tutela dell'aria in relazione alle autorizzazioni rilasciate nel corso degli anni dalla Provincia per l'impianto in località Fornoli; chiediamo che sia contestato alla Repubblica Italiana, ed in particolare alla Provincia di Lucca, in quanto costituente violazione del diritto comunitario, il mancato espletamento di una procedura di Via e infine chiediamo che sia avviata la procedura di infrazione, davanti alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, nei confronti della Repubblica Italiana».
Ancora non è dato sapere quando il plico, contenente centinaia e centinaia di pagine tra cui decine di allegati, relazioni, documenti, sarà esaminato dalla Commissione.
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