Sicurezza
«Che fine hanno fatto i soldi di Ici e Imu?»
Pescaglia: interpellanza per sapere perché al Comune è finita solo una parte degli accertamenti
PESCAGLIA. Su 764mila 570 euro incassati dal Comune dall’accertamento dell’Ici e Imu per gli anni 2009-2013 solo 170mila euro sono entrati effettivamente nelle casse comunali. Su questi dati ci vuole veder chiaro l’opposizione che nelle scorse settimane ha inviato una interpellanza al sindaco, al prefetto, alla corte dei conti e al revisore dei conti del Comune di Pescaglia.
In particolare, il gruppo “Idee in movimento” composto dai consiglieri Massimiliano Bernardini, Alessandra Galgani, Beatrice Gambini, Stefania Massei e Amerigo Giusti, contesta all’amministrazione l’affidamento alla società “Esse-In” del servizio di verifica Ici per gli anni dal 2005 al 2010 e il fatto che - a loro dire - ha incassato la maggior parte delle entrate dei soldi entrati con gli accertamenti. Ma i componenti del gruppo si scagliano anche contro l’ex responsabile dell’ufficio finanze del comune (oggi in pensione, ndr) che ha firmato una determina che stabiliva che una parte delle entrate dovesse andare anche ai dipendenti comunali degli uffici competenti che hanno collaborato con la società per il recupero dell’evasione. «Andando a vedere anno per anno – affermano – sono stati incassati per l’evasione relativa all’anno 2010 63mila 295 euro, per il 2011 280mila 582 euro, per il 2012 388mila 359 euro e per il 2013 32mila 334 euro per un totale di 764mila570 euro. Di questi, circa 400mila euro sono stati incassati dalla società “Esse-In” come compenso per il lavoro svolto, circa 200mila euro sono stati ripartiti tra il personale degli uffici comunali competenti come premio produzione quindi restano solo 170mila euro circa da poter utilizzare per il territorio comunale e quindi per le scuole, i cimiteri, l’illuminazione pubblica e la manutenzione stradale. Alla luce di questi dati abbiamo deciso di far pervenire agli organi competenti al controllo una interpellanza. Il primo a rispondere è stato il prefetto di Lucca che ha richiesto al omune l’invio di tutta la documentazione.
«Dopo la nostra interpellanza – accusano i membri della minoranza – non è più stato convocato il consiglio comunale. Ci era stato detto che avremmo parlato di questo problema nella commissione consiliare finanze ma non è stata più convocata». L’amministrazione comunale e il primo cittadino Lando Baldassari in particolare ha sempre sostenuto che di questa situazione non era a conoscenza, essendo stato fatto tutto a livello di determina dirigenziale firmata dall’allora responsabile dell’ufficio.
Luca Meconi
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