Il Tirreno

Lucca

Blitz Torpedo a palazzo Tommasi

di Luca Cinotti
Blitz Torpedo a palazzo Tommasi

Fumogeni e striscioni dalle finestre dell’ex Inail. Oltre 100 persone alla manifestazione per le Madonne Bianche

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LUCCA. È l’unico momento di tensione in un pomeriggio altrimenti filato liscio: i ragazzi di Torpedo e delle Madonne bianche deviano dal percorso stabilito per raggrupparsi sotto il portone di palazzo Tommasi in piazza Santa Maria bianca. E all’improvviso, dalle finestre al primo piano, escono due striscioni e due fumogeni rossi. Un «gesto simbolico», come lo definiscono i ragazzi. Che, infatti, subito dopo abbandonano il grande stabile di proprietà dell’Inail che da tempo versa in uno stato di degrado.

«È un palazzo che cade a pezzi, è uno dei tanti mostri di Lucca - hanno detto i ragazzi dopo l’accensione dei fumogeni -, città dove si preferisce vedere cadere a pezzi questi immobili piuttosto che darli alle associazioni e a chi li richiede. Questo posto è un posto anche nostro, di tutti i cittadini. Vorremmo che fosse riutilizzato per scopi sociali». Il tema degli spazi, dunque. Il vero filo rosso della manifestazione che ha visto sfilare da piazza Santa Maria fino a piazza San Michele oltre cento persone: un evento organizzato dopo la fine “traumatica” dell’esperienza delle Madonne Bianche a Monte San Quirico.

E proprio da qui parte il corteo. Da un’esperienza che lascia rabbia e amarezza a chi l’ha vissuta fin dai primi giorni, fin dai lavori per ridare un aspetto decente al parco in stato di abbandono: «Abbiamo capito che non abbiamo amici all’interno delle istituzioni. Ma le Madonne bianche non sono state la fine, sono solo l’inizio».

E di spazi in pericolo, anzi ormai forse con il proprio destino “segnato” se ne parla anche qualche decina di metri più in là, di fronte al cinema Italia. «Ormai non ci sono più speranze per questa sala, dopo che la Curia ha deciso di venderla. E al cineforum Ezechiele è stato dato solo un “contentino”. E per questo attacchiamo l’assessore comunale».

Si riparte, sotto una leggera pioggerella, e si arriva davanti al Museo Lu.C.C.A. Dove stavolta a essere preso di mira è uno dei bersagli storici di Torpedo, cioè Imt. «Questa volta non andremo fino alla sede della scuola - spiegano i ragazzi - ma ribadiamo il no a una scuola d’élite, finanziata con 11 milioni di euro. Quando all’Agorà non c’è nemmeno una sala computer che funzioni».

Fra bandiere a canzoni, il corteo riparte. E, dopo aver percorso via San Nicolao e via Santa Croce arriva in piazza Santa Maria Bianca. Qui un gruppo consistente di ragazzi accenna a una “curva” verso sinistra, verso palazzo Tommasi. Una deviazione dal percorso che era stato concordato con la questura. Che porta ad attimi di tensione e a un duro confronto con personale della Digos in borghese (polizia e carabinieri in divisa sono sempre rimasti lontani), che cercano di dissuadere i manifestanti dai loro propositi. Inutilmente, visto che a un certo punto, spintonando i poliziotti, il corteo entra nella piazza e, di corsa raggiunge il portone di palazzo Tommasi.

Altri momenti di tensione, poi due finestre al piano superiore si aprono e manifestanti con l’ormai arcinota maschera di “V per vendetta” accendono due fumogeni rossi e fanno scendere sulla facciata in rovina due striscioni: su uno la scritta “Rivendichiamo”, sullo’altra quella “Autogestiamo”. Dopo qualche minuto il corteo si rimette in moto. Una sosta in piazza Bernardini per un intervento sulle condizioni dell’Agorà, poi la tappa finale in piazza San Michele.

Nel frattempo, gli “occupanti” hanno già lasciato palazzo Tommasi. Non è escluso, comunque, che possano esserci conseguenze del loro gesto: decisivo sarà l’atteggiamento del proprietario del grande palazzo, ma anche gli accertamenti che sono in corso, accompagnati dalla visione di filmati e fotografie.

Non c’era, nel corteo (contrariamente a quanto annunciato) il consigliere comunale Francesco Amanti, mentre vi ha partecipato la consigliera del Movimento 5 Stelle Daniela Rosellini.

E sulla questione Torpedo, che ormai da mesi continua a tener banco, interviene anche l’ex assessore alla partecipazione Katyuscia Tomei: «Continuano gli attacchi da parte di Forza Italia contro i ragazzi di Torpedo colpevoli, secondo il loro giudizio, di aver recuperato una struttura pubblica lasciata al più totale degrado dalle varie Amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi anni. Cosa ha fatto Forza Italia o le altre forze politiche quando hanno governava la città per recuperare e rendere fruibile alla cittadinanza quegli spazi? Bisogna riconoscere a questi ragazzi che si sono adoperati, a loro spese, di aver recuperato una importante struttura ricreativa, rendendola aperta e accessibile a tutti. Mi auguro che il lavoro fatto dai ragazzi della Torpedo non venga vanificato e che la suddetta struttura non ritorni nel degrado a cui è stata tolta».

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DEL BLITZ AL PALAZZO

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