Sicurezza
Ponte in ritardo, il Consorzio accusa la “Lelli Kelly”
Ridolfi: «Anche le modifiche a via dei Bocchi sono dovute derivano dalle modifiche al progetto chieste dalla ditta»
SEGROMIGNO IN PIANO. «Le principali responsabilità per i ritardi accumulati dopo inizio settembre per la realizzazione del nuovo ponte sul Rio Casale, nonché per le caratteristiche che ha finito per assumere il nuovo tratto di via dei Bocchi, sono da attribuire alla ditta Lelli Kelly».
Il commissario del Consorzio di Bonifica Auser Ismaele Ridolfi, carte e progetti alla mano, dice la sua verità sul caso del ponte sul rio Casale in via Bocchi che ha sollevato le proteste del comitato dei cittadini. Una vicenda che rischia di finire nelle aule dei tribunali. «Ben venga la causa civile minacciata dalla ditta, così si potrà fare piena chiarezza», attacca Ridolfi. Ii problemi contestati dai residenti sono stati i ritardi che hanno causato la prolungata chiusura della strada (6 mesi) e la forma del ponte sulla quale si sono sprecati i commenti su facebook, anche ironici, paragonato alle “montagne russe” o ad “una rampa di lancio”. La curva alla base del ponte costringe a una sterzata in discesa dove un tempo la strada era dritta e la visibilità è ridotta nella parte più alta.
«Le colpe sono da attribuire in via principale alla direzione della Lelli Kelly per i ritardi accumulati da inizio settembre, come pure le caratteristiche che ha finito per assumere il nuovo tratto di via dei Bocchi – spiega Ridolfi - La prova è rappresentata dalla lettera a firma del legale della ditta avvocato Vincenzo Locane, a noi indirizzata il 4 settembre, che ci diffidava a proseguire i lavori e chiedeva uno spostamento verso sud della carreggiata stradale, lamentando il fatto che il cantiere avrebbe finito col precludere l’accesso all’azienda stessa. Quel progetto contestato altro non era che una pianificazione concordata col tecnico di fiducia incaricato dalla Lelli Kelly. Avevamo già modificato una prima progettazione che prevedeva una strada a tre corsie. Ad inizio settembre siamo stati costretti a modificare ancora una volta il progetto dopo un repentino cambiamento della posizione della Lelli Kelly, con lo spostamento verso sud. Perché il ponte ha quella pendenza? I lavori per il ponte hanno dovuto seguire
dnormative precise per la sua sezione per contenere grandi piene che potrebbero verificarsi ogni 200 anni. Alcuni ponti come questo ci sono in Versilia. È chiaro che serve anche prudenza e rispettare il limite di 30 all’ora. Eventuali modifiche della viabilità sulla strada spettano al Comune che ha già installato due dissuassori della velocità. E poi il ponte è stato costruito in mezzo alle case e con un'azienda. Comunque abbiamo risposto via Facebook a chi contesta il ponte. Questa opera rappresenta un intervento fondamentale per la sicurezza idraulica di una vasta area del nostro territorio. Abbiamo cercato soluzioni che potessero creare meno disagi».
Ridolfi è fermo sulla sua posizione. «Era necessario chiarire dopo gli ultimi ed incomprensibili attacchi apparsi sulla stampa. Se la Lelli Kelly ci porterà in tribunale, il giudice, prove alla mano, avrà la possibilità di acclarare come stanno le cose». Ridolfi precisa un altro aspetto sull'accesso all'azienda. «Per la Lelli Kelly nulla è cambiato tra prima e dopo la realizzazione della nuova opera: l’accesso nell’unico cancello di proprietà continua ad essere possibile solo da direzione Segromigno in Piano così come era prima visto che ll cancello più grande non ricade nella proprietà dell’azienda. Come riconosce lo stesso legale dell’azienda. Non si capisce per quale motivo la ditta non intenda proseguire con la realizzazione di una nuova viabilità di accesso all’azienda realizzando la piccola strada, nel terreno di loro proprietà, per poter entrare dal lato posteriore. Richiesta che conferma che già allora la viabilità d’accesso alla ditta era incongrua».
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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