Il dolore
Consulenti del lavoro in S. Francesco
LUCCA. «Rappresentiamo una sorta di resistenza civile, la nostra missione sta già scritta nel nome: consulenti del lavoro e per il lavoro». Il secondo convegno regionale dei consulenti del lavoro...
LUCCA. «Rappresentiamo una sorta di resistenza civile, la nostra missione sta già scritta nel nome: consulenti del lavoro e per il lavoro». Il secondo convegno regionale dei consulenti del lavoro toscani si è aperto con le parole della presidente nazionale dell'ordine, Marina Calderone, arrivata per presiedere la prima giornata di relazioni, incontri e approfondimenti. “Professione società e territorio”: questo il nome dell'assise, organizzato dalla Consulta degli Ordini toscani e dall'Ordine dei consulenti del lavoro di Lucca, che durerà fino a oggi nella cornice della chiesa di San Francesco, confermando così, ancora una volta, la vocazione di Lucca a diventare sempre più meta del turismo congressuale.
Futuro della professione, sfide del presente, semplificazione normativa e disoccupazione giovanile: questo il filo conduttore della due giorni di convegno, che, in apertura, subito dopo i saluti della presidente dell'ordine di Lucca, Luciana Conti, ha lasciato spazio anche ad Andrea Tagliasacchi, direttore della Fondazione “G. Pera”, di cui l'Ordine dei consulenti del lavoro è tra i fondatori.
È stato proprio lui a parlare di semplificazione normativa, tema centrale per i consulenti del lavoro, ripreso, non a caso, dalla stessa Calderone. «La vera semplificazione deve portare ad emanare norme realmente applicabili – ha spiegato la presidente –. Questo è per noi un anno importante, saremo impegnati con l'attuazione definitiva della riforma delle professioni, continueremo ad assistere le aziende in difficoltà, che sono tante. Siamo consulenti strategici per le imprese e per i cittadini, laddove entrambi decidano di prendere decisioni importanti per il loro futuro».
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