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Cittadinanza onoraria ai figli di genitori stranieri

Cittadinanza onoraria ai figli di genitori stranieri

Festa al cinema Roma di Barga per la consegna degli attestati a venti bambini Il sindaco Bonini: «Un atto di democrazia nei confronti di chi è nato in Italia»

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Festa al cinema Roma dove c’è stato il conferimento della cittadinanza italiana onoraria a 20 bambini e ragazzi nati da genitori stranieri residenti nel comune di Barga.

L’iniziativa - spiega il sindaco Marco Bonini - è l'evoluzione di una delibera nata nel marzo dello scorso anno la cui prima realizzazione è avvenuta durante i festeggiamenti di San Cristoforo, dove venne consegnata a tre bambini stranieri la cittadinanza onoraria. Nei giorni scorsi si sono sollevate naturali alcune polemiche e il sindaco barghigiano, ha voluto ribadire che l'iniziativa «è un atto di democrazia importante e diamo così il nostro contributo affinché venga riconosciuta a livello nazionale la cittadinanza ai bambini che vivono e studiano sul nostro territorio, nati da genitori stranieri».

Alla base di questa delibera comunale sta come principio cardine l'articolo 3 della Costituzione dov'è sancita l'uguaglianza tra i cittadini senza distinzioni di sesso, lingua, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali. L'accento è dunque puntato sul principio di ius soli basato sull'acquisizione della cittadinanza attraverso la nascita sul territorio nazionale (attualmente applicato in casi particolari) contrapposto a ius sanguinis, vigente sul territorio italiano.

Nicola Boggi, presidente dell’Unione dei Comuni della media Valle del Serchio, ha ricordato gli emigranti barghigiani, ma soprattutto il concetto di fare comunità attraverso iniziative del genere. I veri protagonisti alla fine sono stati i ragazzi dell'Istituto Comprensivo e dell'Istituto Superiore di Barga e Mario Regoli (assessore provinciale alla pubblica istruzione) ha detto: «Una cerimonia diretta alle scuole da sempre in prima linea su progetti di accoglienza e integrazione; sono attività che la scuola fa quotidianamente attraverso progetti che ottengono risultati».

«Questo è stato solo un atto simbolico - ha spiegato dall'assessore regionale Salvatore Allocca -, Il comune non ha potere legislativo però penso che tutti gli enti territoriali sono avamposto della democrazia essendo per la loro natura anticipatori dei grandi processi di trasformazione».

Francesco Cosimini

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