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“Città della musica”, i giapponesi contendono il titolo a Lucca

Spunta la concorrenza di Hamamatsu famosa per essere la patria degli strumenti musicali Siviglia e Brazzaville ci sostengono, forse anche Bologna. Ma entro il 20 marzo occorrono cinque sì

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LUCCA. Spunta la concorrenza asiatica nella corsa al titolo di "città creativa della musica" dell'Unesco. Anche la città giapponese di Hamamatsu ha fatto domanda per ottenere l'ambito riconoscimento. In Giappone è famosa per essere la patria degli strumenti musicali (c'è anche un museo che accoglie visitatori da tutto il mondo) e teatri per la lirica e la musica contemporanea. Tra l'altro nel circuito internazionale delle città della musica non c'è ancora una rappresentante del continente asiatico, mentre l'Europa ha già Bologna, Glasgow, Siviglia e Gent.

Il Comune di Lucca, attraverso il suo gruppo di lavoro, è però deciso a giocare tutte le sue carte. Anche se la nuova procedura per il 2014 è più complessa e i tempi sono stretti: la scadenza per presentare il dossier è il 20 marzo.

L'amministrazione Tambellini ha già ottenuto le lettere d'appoggio di Siviglia (Spagna) e Brazzaville (Congo) e nei prossimi giorni incontrerà il Comune di Bologna, che ha ottenuto il titolo nel 2006. Servono in tutto cinque sì da parte delle sei città del newtork. L'Unesco si pronuncerà sulle candidature il 30 novembre. Questo riconoscimento non si limita ad assegnare un “bollino”, ma valorizza le città che dimostrano di avere una produzione e creatività musicale nei confronti della musica, intesa anche come music business, sviluppo economico ed occupazionale, concerti e luoghi per fare musica aperti e grandi eventi.

Oltre al backgroud storico che certamente non manca con l'eccellenza dei grandi compositori (Giacomo Puccini su tutti), la tradizione delle scuole ed associazioni musicali, l'istituto Boccherini fino ad arrivare negli ultimi anni al Summer e Winter festival.

Ottenere questo titolo consentirebbe a Lucca di accedere anche a bandi internazionali per la realizzazione di strutture per la musica, oltre ad un incremento, secondo le statistiche, del 15% di turisti.

Ma la concorrenza è forte. Il lavoro a sostegno della candidatura viene visto anche come occasione per un valutare pregi e difetti di Lucca sotto l'aspetto dell'offerta e degli spazi dedicati alla musica e alla capacità di fare “sistema” per promuoversi all'estero e fare della musica anche un volano per l'economia e il turismo. Come insegna Salisburgo, patria di Mozart, che tuttavia non è città della musica Unesco. A convincere l'ente con sede a Parigi potrebbe non servire neanche il consiglio esecutivo mondiale dei Centri e Club Unesco ospitato nel marzo scorso, otto mesi dopo la presentazione ufficiale della candidatura. Da tempo Lucca prova ad ottenere il titolo dell'Unesco. Prima Fazzi e Favilla con la proposta di candidare il centro storico e le Muranella lista dei siti “patrimonio dell'umanità”. Ma che non ha mai avuto un seguito.

Poi il progetto della “via della seta” dell'Unesco, sostenuto dalla giunta Favilla, che si è fermato alla mostra a palazzo Guinigi dell'aprile 2012. Adesso puntando sulla musica che se sfruttata nel modo giusto può diventare una grande risorsa per la città.

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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