Il Tirreno

Lucca

Campo di Marte aperto ai quartieri più vicini

Il sindaco Tambellini vuole abbattere il muro di recinzione e creare aree verdi Dal polo per la riabilitazione alla disabilità e alle scuole, ecco il piano del Comune

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LUCCA. Aumento del verde, riapertura completa di via dell’Ospedale e abbattimento dell’intero muro esterno di recinzione. Per il sindaco Alessandro Tambellini la zona del Campo di Marte deve tornare a dialogare con il centro storico, la circonvallazione e i quartieri vicini, per questo immagina per il futuro di quell’area un ritorno al passato, a come l’avevano pensata i lucchesi cento anni fa in fase di studio dell’ampliamento della città verso l’esterno delle Mura.

La prima tappa del percorso decisionale partecipativo “Verso il nuovo Campo di Marte” è proprio a palazzo Orsetti di fronte ai rappresentanti istituzionali del territorio lucchese. Un incontro a porte aperte dal quale non arrivano grosse novità, anche se è emersa un’idea più precisa sulle idee che ha il Comune per l’utilizzo degli spazi dell’attuale ospedale. Dall’altra parte invece c’è stata un’unanime richiesta di fare presto, di avviare quanto prima la pratica urbanistica per evitare che dopo il trasloco del nosocomio nella struttura del San Luca a San Filippo, in quella zona a ridosso del centro storico possa iniziare un periodo di degrado.

Tambellini chiarisce subito che in quel punto non dovranno esserci funzioni in grado di entrare in concorrenza con il resto della città, a cominciare dal commercio, e che le funzioni pubbliche dovranno essere assolutamente prevalenti. Poi prospetta anche la possibilità di realizzare una sorta di piccola stazione ferroviaria, più una fermata sulle rotaie, una volta che la linea Lucca- Aulla sarà trasformata in una moderna metropolitana di superficie, senza dimenticare il collegamento con l’asse suburbano che nei piani dell’amministrazione dovrà unire il nuovo ponte sul Serchio con il San Luca. Le ipotesi presentate dal Comune sono quelle delle quali si è già discusso ultimamente, dall’housing sociale alla possibilità di ospitare alcuni uffici pubblici destinati alle forze dell’ordine – per esempio la Questura –. Poi ancora forme residenziali innovative per persone con disabilità e problemi di salute mentale, che andrebbe di pari passo con l’allestimento di un polo di eccellenza per la riabilitazione all’interno dell’area vasta. Qui potrebbe trovare posto anche l’hospice di San Cataldo, oltre a spazi per benessere e innovazione come palestre, poliambulatori, la sede della medicina sportiva, laboratori per l’innovazione tecnologica e spazi aperti per il coworking.

In più si è pensato anche al trasferimento delle scuole superiori indirizzate alla cura della persona, come quelle in via San Nicolao. E nello scegliere alcuni aggettivi per il futuro di quell’area utilizza anche il termine “smart”, intelligente. Idee che sembrano essere abbastanza condivise tra le parti, anche se da più parti viene richiesta una certa velocità nei tempi di approvazione della pratica urbanistica. In poche parole non c’è tempo da perdere, per evitare che inizi un percorso di degrado per quella zona.

Secondo il presidente della commissione regionale sanità, Marco Remaschi bisogna accelerare il processo partecipativo per arrivare ad aprile con qualcosa di più definito. Un’idea ribadita anche dai consiglieri regionali di Forza Italia Giovanni Santini e Salvadore Bartolomei che hanno chiesto che il Comune eviti di far diventare un problema quella che è una grande opportunità.

Alessandro Petrini

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