La manifestazione
Trasloco dei lecci, il piano è da rivedere
In base alle verifiche archeologiche compiute a piazzale Verdi la Soprintendenza individuerà i punti migliori per spostarli
LUCCA. Si va verso un riallineamento del progetto definitivo del progetto di spostare un gruppo di alberi monumentali (lecci) nel contesto dei lavori Piuss a piazzale Verdi.
La conferma arriva dalla Soprintendenza, in prima persona impegnata - col ruolo supervisione dell’intervento e tutela del patrimonio artistico e monumentale - nell’attuazione del piano di recupero di piazzale Verdi, destinato a diventare - come lo definisce il progetto che ha ricevuto il benestare del ministero e delle Belle Arti - il “Nuovo Anfiteatro” di Lucca.
In tutto ventinove le piante - tutte di età vicine a un secolo - tra piazzale Verdi, piazzale Boccherini e piazzale San Donato, che saranno spostate dalla sede attuale. In vista di questo trasferimento infatti in autunno intorno agli alberi sono state operate delle zollature, interventi ad hoc per permettere alle radici di prendere aria prima dell’espianto e della ripiantumazione.
Ma quando a piazzale Verdi si è dato il via agli scavi, è bastato poco per incontrare reperti di valore archeologico: nientedimeno che le vecchie mura, la seconda cinta, eretta in età medievale, precedente all’ultima, quella attuale.
I lavori sono rimasti fermi almeno per un paio di mesi, per consentire le verifiche dal punto di vista archeologico. Ed è emerso anche un altro dato: che dove le vecchie mura erano quasi affioranti rispetto alla superficie attuale del terreno, lì gli alberi non c’erano o erano morti o stavano morendo, proprio perché leradici non trovavano spazio sufficiente, occupato dalle mura, appunto.
Così sono state condotte ulteriori verifiche (alcune risulterebbero ancora in corso) per individuare i punti migliori in cui trasferire le ventinove piante destinate a cambiare posto.
Uno dei due problemi aperti (con quello più invasivo della presenza del terminal bus nell’attiguo piazzale Boccherini) che di fatto rallentano fortemente il procedere dei lavori del Piuss a piazzale Verdi.
Del resto, sostiene la Soprintendenza, quando si lavora sulle cose antiche si sa che si possono trovare ostacoli nel sottosuolo ed è abbastanza normale procedere alla revisione di un progetto iniziale. Una cosa però è certa, si tiene a sottolineare: gli alberi della memoria, perché tali sono le piante (quasi tutti lecci) di piazzale Verdi non saranno espiantate e buttate, ma tutelate in base al protocollo e spostate nel punto più indicato.
La rivisitazione del piano di ricollocazione delle piante sarà operata a questo punto in tempi brevi, non appena la Soprintendenza avrà in mano tutti gli esiti sulle verifiche archeologiche. A quel punto verrà individuato il luogo più idoneo alla ripiantumazione dei ventinove alberi monumentali. Quanto all’aspetto fitosanitario, gli alberi risulterebbero allo stato attuale pronti per l’espianto e la ripiantumazione. I tecnici preposti, coordinati dal professor Francesco Ferrini docente di discipline agroforestali a Firenze, hanno già eseguito tutte le indagini previste compresa l’indagine visiva del fusto.
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