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Lucca

Primo ferito sul ponte contestato

Primo ferito sul ponte contestato

Ciclista urtato da un furgone in via dei Bocchi. Sotto accusa pendenza e scarsa visibilità per chi guida

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SEGROMIGNO IN PIANO. Ciclista investito da un furgone al ponte nuovo sul rio Casale in via dei Bocchi. La dinamica è da chiarire, ma da una prima ricostruzione sembra che un furgone che si stava immettendo in strada abbia urtato un ciclista che, procedendo in direzione viale Europa, stava percorrendo il ponte in discesa. Le ferite non sono gravi, ma tTanto è bastato per scatenare nuove polemiche (mai sopite) sulla pericolosità del ponte, soprattutto sui social network. C’è chi invoca controlli e verifiche sulla sicurezza, chi, invece, sulla mancanza di sicurezza non ha dubbi e chiede di intervenire quanto prima, anche con delle modifiche, se necessario, sottolineando la scarsa visibilità per chi si immette in strada da un passo privato. In effetti, a complicare la situazione per pedoni e ciclisti c’è il fatto che la pista ciclo-pedonabile non è ancora stata ultimata, anche se difficilmente la pista avrebbe potuto evitare l’incidente. A creare i problemi maggiori, a detta di chi vive nella zona, è la pendenza della passerella, considerata eccessiva e causa di angoli “ciechi”. Il progetto del ponte è già stato modificato una volta, poco dopo l’apertura del cantiere (nel luglio scorso), in seguito alle rimostranze di un calzaturificio che, con il progetto originario, avrebbe visto ostruire il suo ingresso principale da una rampa. Da lì la decisione di rivedere l’intervento, che ha portato alla “esse” che si trova ora davanti alla salita per chi procede in direzione viale Europa. ntanto il calzaturificio Lelly Kelly, che è in zona, oltre a minacciare di adire le vie legali in caso di incidenti che lo coinvolgano (lo scriviamo a fianco) sottolinea attraverso il suo titolare una serie di errori.

«Ad una strada dritta, lineare, di grande visibilità è stato sostituito un ponte che si innalza in modo quanto meno sorprendente complicando l'assetto urbanistico dell'area e riducendo la visibilità di chi è alla guida nei due sensi di marcia. Chiediamo di verificare che siano legali le altezze alle quali è stato innalzato il ponte. Il guard-rail dalla parte del paese di Segromigno in Piano è piazzato al centro della strada che da un lato si inerpica sul ponte e dall'altro lato entra nei cancelli delle ditte frontiste, con grande rischio di impatto frontale per gli automobilisti che percorrono la strada in tale direzione. Inoltre, in arrivo da Segromigno in Piano verso tale guard-rail, si può creare un effetto ottico che può disorientare gli automobilisti in avvicinamento che trovano la strada ad una prima occhiata, in apparenza, divisa in due. Sempre il buon senso, unito ad una normale esperienza, fa rilevare aspetti di indubbia pericolosità sia dalla parte in cui la discesa del ponte in oggetto scende verso la Lelli Kelly sia, maggiormente, dalla patte in cui essa scende verso l'ingresso della ditta Bianchi, la quale si ritrova con l'uscita e l'entrata degli automezzi pesantemente condizionata in senso negativo dal flusso del traffico. Allo stato attuale è di difficile comprensione come un veicolo possa entrare od uscire da questo piazzale ed immettersi in strada».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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