Italia
Morì dopo un intervento ma non ci sono ancora imputati
VORNO. È morto due anni fa a Cisanello e per il gip del Tribunale di Pisa ci deve essere un processo per stabilire l'eventuale responsabilità medica nell'operazione conclusa con il decesso del...
VORNO. È morto due anni fa a Cisanello e per il gip del Tribunale di Pisa ci deve essere un processo per stabilire l'eventuale responsabilità medica nell'operazione conclusa con il decesso del paziente. Ma a distanza di quasi dieci mesi dal provvedimento del giudice delle indagini preliminari con cui venne respinta la richiesta di archiviazione della Procura e disposta l'imputazione coatta, ancora non sono stati identificati gli imputati, né fissata la data del giudizio. Una lentezza nei tempi della giustizia che sgomenta i familiari di Mariano Pellegrini, morto a neanche 70 anni il 30 gennaio del 2012. Pellegrini, un'istituzione nel paese, presidente della locale squadra di calcio, fondatore della Paterni Manutenzioni con sede a Coselli, si era sottoposto a un intervento di routine in laparoscopia all'intestino. Il 25 gennaio venne ricoverato per l'operazione. Uscito dalla sala operatoria dopo qualche ora inizia ad avere forti dolori addominali e febbre alta. Il 27 altro intervento da cui esce in coma. Tre giorni dopo la morte. A quel punto i figli Alessandro e Silvia e la moglie Giovanna si affidano a un legale e presentano un esposto alla magistratura che fa eseguire un'autopsia.
«Nonostante dall'autopsia emerga una condotta "azzardata" da parte del personale medico durante il primo intervento, la Procura decide di chiedere, ugualmente, l'archiviazione - spiega l'avvocato Elisabetta Triggiani, legale della famiglia Pellegrini -. Ci opponiamo alla richiesta di archiviazione e a seguito di udienza in camera di consiglio il gip ordina l'imputazione coatta restituendo gli atti al pubblico ministero». E qui iniziano i contrattempi che hanno fatto maturare i ritardi. Da due anni i familiari chiedono solo di sapere se qualcuno ha sbagliato.
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