La manifestazione
Diffida alla Provincia per l’Alce
Inviata dal Comitato. Che non esclude la possibilità di rivolgersi anche alla Commissione europea
BAGNI DI LUCCA. L’idea era già nell’aria da diverso tempo e proprio in questi giorni si è concretizzata: il Comitato Ambiente e Salute di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano ha inviato a Palazzo Ducale un atto stragiudiziale di diffida indirizzato al presidente della Provincia Stefano Baccelli, all’assessore all’Ambiente Maura Cavallaro e al dirigente responsabile dell’Ufficio ambiente Roberto Pagni (che di fatto autorizzò nel 2010 la costruzione dell’impianto a biomasse di Alce).
Il documento, sottoscritto dai membri del Comitato residenti in zone vicine alla futura centrale termoelettrica, in concreto intima ai tre di «intervenire – si legge nell’atto – affinché sia posto immediatamente rimedio al mancato espletamento della procedura di verifica ad assoggettabilità di valutazione d’impatto ambientale (Via) dell’impianto in questione; e di impedire per quanto di competenza la realizzazione dell’impianto prima dell’espletamento di tale procedura sospendendo, revocando o annullando a tale scopo le autorizzazioni rilasciate».
Quindi Via per la centrale a legna e stop immediato dei permessi in attesa dei risultati. Tra le premesse della diffida: gli studi del tecnico Alfredo Scipioni che secondo il Comitato dimostrerebbero come l'impianto a biomasse possa agilmente superare la potenza termica complessiva di 50 MW (soglia oltre la quale sarebbe stata obbligatoria la VIA già in fase autorizzativa). «Le cautele e prescrizioni impartite dall’Amministrazione (provinciale) per mantenere la potenza termica entro i 48,5 MW e le rassicurazioni dell’Azienda – si legge nel documento – riguardano in realtà solo la fase di esercizio e non le caratteristiche strutturali dell’impianto stesso» e perciò, ritiene il Comitato, la valutazione d’impatto ambientale sarebbe stata necessaria secondo prescrizioni sia statali che regionali, desunte da direttive comunitarie.
Europa che sarà probabilmente chiamata presto in causa: «Informiamo – concludono infatti i firmatari nell’atto – che sulle questioni esposte verrà interessata la Commissione Europea e ci riserviamo di segnalare alla procura della Repubblica ogni omissione delle iniziative necessarie al ripristino del rispetto della normativa di tutela ambientale».
Tutto questo mentre, proprio oggi, il Consiglio provinciale si riunirà (così come registrato nell’ordine del giorno) per discutere, tra le altre, anche le mozioni di Lazzerini e di Barsanti, riguardanti appunto la questione degli impianti a biomasse sul territorio lucchese».
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