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Quel ponte somiglia alle montagne russe

Quel ponte somiglia alle montagne russe

Prova su strada in via dei Bocchi: tanta pendenza, obbligatorio andare molto piano. E fare attenzione a una curva

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SEGROMIGNO IN PIANO. Come montagne russe. È questo il commento più comune tra quelli che si leggono su Facebook sul ponte di via dei Bocchi. La strada ha riaperto alcuni giorni fa, ma le polemiche non si sono sopite.

Sulle bacheche degli amministratori capannoresi e su quelle create ad hoc per discutere dell’opera (che tanto clamore ha creato nella zona nord di Capannori) sono apparsi foto e persino video.

Siamo così andati a “provare” il ponte. La prima cosa a colpire è la pendenza, sia che si arrivi dal viale Europa che da Segromigno in Piano.

E, infatti, su questo punto i commenti sui social network si sprecano: si passa dall’ironia al sarcasmo alle critiche feroci, citando gran premi della montagna da Tour de France e vecchi telefilm americani. Quando si arriva sulla parte più alta del ponte, si ha l’impressione di non riuscire a vedere più la strada, una sorta di angolo cieco verso il basso che può infastidire chi guida.

Per chi arriva dal viale Europa, poi, c’è un altro aspetto ingannevole: la curva alla base del ponte, che costringe a una sterzata in discesa là dove un tempo la strada era dritta. Assolutamente vietate velocità elevate (il limite è stato abbassato a 30 chilometri orari in prossimità dell’opera), che rendono il passaggio veramente pericoloso non solo per l’automobilista spericolato (che rischi di finire fuori strada), ma anche per gli altri (ciclisti e pedoni compresi, mentre si attende che la pista ciclo-pedonabile venga ultimata).

A questo proposito è indicativo il filmato postato su Facebook da Mario Vellutini, che riprende il tracciato dalla sua auto in direzione viale Europa. Qualcuno, in auto con il signor Vellutini, chiede: «Ma se lo prendi più veloce che succede?». Laconica la risposta: «Voli!».

Per il resto, la segnaletica verticale è stata sistemata (in un primo momento erano apparsi cartelli doppi sui limiti di velocità che avevano confuso non poco residenti e automobilisti) e quella orizzontale è nuova e chiara (ora, come segnala qualcuno su Facebook, tutto sta nel mantenerla così, chiara e leggibile), così come sono nuovi asfalto e punti luce.

Rimangono dubbi in paese sul perché di un ponte costruito in quella maniera.

«Le ruspe sono ancora a lavoro, è chiaro quindi che l’opera non è ancora ultimata, ma dubito che il ponte verrà modificato, nonostante le proteste – dice Marco Adami, uno dei fondatori del comitato paesano che tanto ha criticato lavori e ritardi – Non capiamo perché sia stato costruito in quel modo? Qual è la sua funzione? Perché se doveva evitare allagamenti, allora c’è qualcosa che non funziona: pochi giorni fa la zona era sott’acqua».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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