La manifestazione
Parco Sant’Anna, ora c’è il giudice
Da venerdì Silvia Mugnaini sostituisce Dal Torrione all’ufficio gip e il 27 marzo presiederà l’udienza
LUCCA. Alla fine il giudice che dovrà decidere se rinviare a giudizio o archiviare la posizione degli indagati nel processo sul parco S. Anna e lo stadio Porta Elisa salta fuori e la soluzione resta interna al tribunale senza cooptazioni da altri uffici giudiziari. Perché Alessandro Dal Torrione - ricusato dalla Corte d’Appello su istanza dei legali di due imputati dopo che aveva già avanzato dichiarazione di astensione a svolgere l’udienza preliminare - per legge trascorsi 10 anni non può più ricoprire il ruolo di giudice delle indagini preliminari e quindi con decorrenza 31 gennaio passerà al giudice del dibattimento. Il suo posto così sarà rilevato dal giudice della sezione civile Silvia Mugnaini e il provvedimento esecutivo è già stato firmato dal presidente facente funzioni del tribunale Francesco Mormino. Alla dottoressa Mugnaini, non essendosi mai occupata di provvedimenti legati all’inchiesta sulla presunta corruzione nella pubblica amministrazione, il presidente del tribunale affiderà il fascicolo e sarà lei a decidere se rinviare a giudizio o chiedere il proscioglimento nei confronti dei sette indagati nella vicenda che risale ormai al settembre 2010.
Tempi e date. L’udienza prevista per stamani verrà rinviata. Il motivo? Giulia Padovani, unico legale dell’immobiliarista Giovanni Valentini, non può partecipare all’udienza gup per motivi di salute (gravidanza a rischio). Così il procedimento penale salta e sarebbe stata fissata un’altra udienza il 27 marzo. A quella data il nuovo gup Silvia Mugnaini sarà operativo e - salvo ulteriori rinvii - l’udienza camerale dovrebbe tenersi senza problemi. Logicamente servirà più di un’udienza al giudice per stabilire se rinviare a giudizio tutti o una parte degli indagati. Diciamo che - se non ci saranno ulteriori intoppi - la decisione sarà presa entro la metà di aprile e nel caso di rinvio a giudizio la prima udienza (di smistamento) si terrà a luglio con il processo vero e proprio che inizierà tra settembre e ottobre quindi a quattro anni esatti dall’avvio dell’inchiesta. E considerando i tre gradi di giudizio - che i soccombenti percorreranno sicuramente - e la prescrizione che per il reato di corruzione grazie ai nostri parlamentari è passata da 14 anni a 7 anni e mezzo c’è il fondato timore che il processo muoia già prima della conclusione del processo d’Appello. Anche se l’ex superassessore Marco Chiari, elemento cardine su cui ruota il procedimento penale, ha già fatto sapere pubblicamente che per quanto lo riguarda rinuncerà alla prescrizione.
Cecati e Pierami. Le posizioni dell’ex vice sindaco Giovanni Pierami e del funzionario della Soprintendenza, Francesco Cecati, sono state stralciate dalla procura dal fascicolo 4092 del 2010 e molto probabilmente nei loro confronti si andrà verso l’archiviazione.
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