Sicurezza
Maltempo, 56 milioni di danni in provincia
E a Castelnuovo il M5S attacca sulla frana di Torrite: «Idee bislacche per la messa in sicurezza»
CASTELNUOVO. Cinquantasei milioni di danni su tutto il territorio provinciale: è questo il primo bilancio - probabilmente destinato a salire - stilato da Palazzo Ducale sui giorni di maltempo della scorsa settimana. Buona parte dei danni riguarda il territorio della Versilia, ma anche la Valle del Serchio è stata pesantemente colpita. Come dimostrano i lavori che vanno avanti sulla viabilità da parte della Provincia: la strada provinciale 56 di Valfegan è tuttora interrotta a causa di un cedimento piuttosto consistente della sede stradale (il paese di Tereglio collegato da questa strada è comunque raggiungibile percorrendo la via comunale Lucignana-Tereglio); la provinciale 41 di Molazzana + anch’essa interdetta al transito per una frana (anche in questo caso la strada di accesso all’abitato è quella comunale).
Intanto il Movimento 5 Stelle di Castelnuovo critica l’atteggiamento del comune riguardo il pericolo di nuove frane a Torrite, in particolare in località Pasquigliora.
Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha incontrato i residenti per fare il punto della situazione dopo l’ultimo movimento franoso che si è staccato accanto a quello che nel dicembre 2009 portò all’evacuazione di diverse famiglie per molte settimane.
All’epoca il comune intervenne con un investimento da oltre 3 milioni di euro per mettere in sicurezza il versante: «Una spesa non di competenza dell’amministrazione, ma praticamente obbligata – sostengono gli attivisti del 5 stelle – potremmo fare dietrologia e chiedere perché al quel tempo fu rilasciato il permesso di edificare in quella zona, ma sarebbe troppo facile e bisogna guardare avanti come ha ricordato uno dei tecnici presenti alla riunione.
«E proprio loro hanno illustrato le criticità dell'area a rischio, proponendo diverse possibili soluzioni, alcune delle quali, lasciatecelo dire, alquanto bislacche come la realizzazione di un meleto che potesse contenere il pericolo di frane, ovviamente con i costi tutti a carico degli interessati. Sì, perché alla fine, lo scopo della serata è stato quello di consegnare ai presenti un documento contenente un piano di manutenzione, un pastrocchio di difficile interpretazione, che di fatto scarica sui residenti e i possessori del versante le responsabilità di ciò che avverrà in quella zona d'ora in poi, salvo la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti che rimarranno a carico dell'Amministrazione comunale».
Secondo gli attivisti, inoltre, il comune dovrebbe fare mediazione per raggiungere un accordo economico: «Non ci piace speculare su certi episodi, ma l’operazione non ci piace e come sempre siamo chiari nel dirlo». (l.d.)
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