Il Tirreno

Lucca

TEATRO DEL GIGLIO

I candidati non ricorrono e Ferrucci resta direttore

di Luca Tronchetti
I candidati non ricorrono e Ferrucci resta direttore

LUCCA. Comunque vada a livello penale il direttore generale del teatro del Giglio non rischia di vedere inficiata la sua nomina. Manrico Ferrucci, classe 1954, pontederese, laureato in filosofia,...

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LUCCA. Comunque vada a livello penale il direttore generale del teatro del Giglio non rischia di vedere inficiata la sua nomina. Manrico Ferrucci, classe 1954, pontederese, laureato in filosofia, giornalista, vicepresidente della Fondazione Piaggio di Pontedera e dipendente della Fondazione Teatro di Pisa è e resterà il direttore generale perché nessuno dei candidati ha impugnato al tribunale amministrativo regionale la decisione della commissione esaminatrice presieduta dall’avvocato Giuseppe Toscano. I termini scadevano dopo 60 giorni e al di là di qualche esternazione sui giornali neanche i nove partecipanti alla prova orale (Luigi Della Santa, Andrea Palestrini, Cataldo Russo, Paolo Demi, Paolo Diaz de Santillana, Giuseppe Morassi, Elena Aiello, Giovanni Viale e Paola Pitanti) hanno presentato ricorso contestando la nomina di Ferrucci avvenuta il 10 ottobre 2013. Eppure venti giorni dopo la procura della Repubblica - in base a quanto riportato dai quotidiani - aveva aperto un fascicolo di atti relativi acquisendo lo statuto del teatro del Giglio, il bando per il concorso di direttore generale con la composizione e i criteri di scelta dei membri della commissione e già a fine ottobre aveva iniziato a sentire come persone informate dei fatti il consigliere comunale pentastellato Daniela Rosellini proseguendo poi con la segretaria comunale Sabrina Pezzini e con alcuni esponenti la commissione esaminatrice. In forza di questo accertamento da parte dell’autorità giudiziaria chi si sentiva defraudato dalla scelta operata nella nomina del nuovo direttore amministrativo del teatro del Giglio avrebbe avuto la possibilità, impugnando l’atto, di poter modificare l’esito finale specie se alla fine dell’inchiesta la procura decidesse di iscrivere qualcuno degli interessati nel registro degli indagati. Ascoltato l’altro giorno l’ex direttore generale pro tempore Graziano Angeli che ha fugato le perplessità legate all’indennità di 20mila euro annue per tre anni destinate al direttore generale la procura si appresta a chiudere l’indagine non prima però di aver sentito l’elemento chiave della vicenda: il presidente della commissione, avvocato Giuseppe Toscano.

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