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Asbuc, “doppietta” nella lite col Comune

di Luca Dini
Asbuc, “doppietta” nella lite col Comune

VAGLI. Ci siamo. Il contenzioso sugli usi civici a Vagli sta per arrivare al termine. Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva e il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del giudice...

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VAGLI. Ci siamo. Il contenzioso sugli usi civici a Vagli sta per arrivare al termine. Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva e il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del giudice amministrativo: gli usi civici spettano all’Asbuc e non al comune di Vagli Sotto. Manca ancora il responso del Commissariato per la liquidazione degli usi civici, ma in Asbuc si festeggia già la vittoria e si tende la mano all’amministrazione comunale per una collaborazione.

«L'accertamento del demanio collettivo nel Comune di Vagli e Arni è ormai all'epilogo – dice Giuliano Lorenzoni, presidente della Nuova Asbuc di Vagli Sotto e Stazzema, limitatamente alla frazione di Arni – a seguito della sentenza del Commissariato per la liquidazione degli Usi Civici di Roma, che dichiara l'esclusiva competenza di settore in favore della Regione Toscana, l'Asbuc ha sollecitato l'Ufficio Regionale affinché la dichiarazione delle terre di demanio civico non rimanga lettera vuota, ma segua ad effetti concreti in favore della popolazione residente».

Così dalla Regione è arrivato un primo decreto di ricognizione delle terre demaniali, oggi catastalmente intestate al Comune, da sottoporre poi ad effettiva reintegra in favore della popolazione. Ma il comune di Vagli ha immediatamente attivato il procedimento di impugnazione davanti al Tar della Toscana con la richiesta di annullamento del decreto regionale e in via cautelare la sospensione della sua efficacia. Il Tar ha rigettato la richiesta condannando il Comune alla refusione delle spese legali. Stessa sorte è toccata per la successiva impugnativa al Consiglio di Stato che ha nuovamente confermato la statuizione del Tar e ha nuovamente condannato il Comune a pagare le spese legali in favore di Asbuc e della stessa Regione Toscana. «Il Comune ha impugnato il decreto anche davanti al Commissariato per la liquidazione degli usi civici in Roma – dice Lorenzoni – ora siamo in attesa della decisione di quest'ultima Magistratura dopodiché nulla più potrà impedire alla popolazione residente di usufruire delle risorse demaniali di uso civico che fino ad ora gli sono state negate. Capisco che l’amministrazione comunale abbia interesse a tutelare quello che ritiene di sua proprietà, ma viste le numerose perizie in materia che sconfessano questa tesi, sarebbe opportuno impiegare i soldi pubblici in altri settori e non anche nelle cause legali. Da canto mio e del Comitato che rappresento, le pochissime risorse in capo ad Asbuc non vengono impiegate nell'intentare cause giudiziarie. Proprio nello spirito di salvaguardia dei diritti dei cittadini, abbiamo proposto al Comune, nel rispetto delle reciproche e divergenti posizione, una collaborazione sul piano di taglio del legnatico che porterebbe immediato beneficio alla popolazione. Vediamo cosa deciderà il Consiglio comunale».

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