Sicurezza
Allarme per lo smog Già dodici sforamenti dall’inizio dell’anno
Nello stesso periodo del 2013 furono “soltanto” cinque Il sindaco invita a ridurre l’uso di auto e riscaldamento
LUCCA. Il 2014, per la qualità dell’aria, è iniziato esattamente come si era concluso il 2013. Cioè male, anzi malissimo. I primi 27 giorni dell’anno, infatti, hanno fatto registrare una serie di sforamenti del Pm10 (le polveri sottili) impressionanti. Al punto che il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, ha emanato un avviso per invitare i cittadini a ridurre le emissioni.
I dati rilevati dalla centralina di Capannori (l’unica che a seguito di una delibera regionale del 2011 ha un valore “legale”) sono disastrosi. Dal 1° al 27 gennaio (cioè all’altroieri) il limite di 50 microgrammi per metro cubo è stato sforato per ben 12 volte. Siamo ben oltre il doppio dei casi registrati nei primi ventisette giorni del 2013, quando ci si limitò a cinque sforamenti.
Ma - e questo è senz’altro quello che più preoccupa, in prospettiva - siamo anche a più di un terzo del valore massimo consentito in un anno, cioè 35 superamenti del limite. Se il mese di febbraio si mantenesse sui livelli dell’anno scorso, con 8 sforamenti, raggiungeremmo almeno quota 20. Già vicini all’emergenza, insomma.
I dati non sono molto diversi da quelli registrata dalla centralina in via Elisa, davanti a San Micheletto: un impianto che non ha più valore “legale”, ma che comunque rimane in funzione e che nei primi 27 giorni di gennaio ha visto la lancetta superare la tacca rossa 11 volte.
Il Comune di Lucca, a febbraio 2011, si è dotato di un piano di azione che determina come muoversi a seconda del numero di sforamenti raggiunti. Visto che siamo al primo dei tre step (più di 10 superamenti), il sindaco ha, come previsto, emanato un avviso rivolto ai cittadini, consigliati di ridurre l’uso dei veicoli a motore, moderare al minimo indispensabile il periodo di funzionamento degli impianti di riscaldamento e i fuochi legnosi all’aperto.
Se la situazione non dovesse migliorare e si raggiungesse la quota di 15 sforamenti entro il 31 marzo, la riduazione dell’orario di accensione dei riscaldamenti a 9 ore diventerebbe obbligatoria, così come si intensificherebbero i controlli contro le macchine più inquinanti. Solo dal 35° sforamento, infine, sono previste le targhe alterne.
Il problema interessa anche Capannori che - comunque - in base al proprio regolamento adotterà misure preventive non prima del quindicesimo sforamento.
Preoccupata, infine, l’assessore provinciale all’ambiente Maura Cavallaro, che già a fine anno scorso si era attivata per sensibilizzare i Comuni: «Purtroppo - ricorda Cavallaro - la Provincia non ha più alcun ruolo in questa partita. Le responsabilità, in questo senso, è ora in mano ai sindaci. Domani (oggi per chi legge, ndr) li sentirò, per cercare di sensibilizzare tutti sul problema». E, di problema in problema, ancora niente di nuovo sulla già menzionata centralina di San Micheletto. Che molti vorrebbero tornasse a essere vincolante e che, invece, rimane poco più che un (seppur utile) indicatore.
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