Il Tirreno

Lucca

Gli studenti dell’Isi sulle tracce di chi non è tornato

di Paola Taddeucci
Gli studenti dell’Isi sulle tracce di chi non è tornato

Oggi la presentazione del libro sul viaggio ad Auschwitz e la memoria dei sessanta castelnuovesi deportati

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CASTELNUOVO. “La memoria è eterna. Acqua viva è la memoria”. Così si chiude la poesia che Martina e Francesca hanno dedicato a Elisabeth e Gerda, ragazze come loro, la cui vita fu spezzata nel campo di sterminio di Auschwitz. Martina e Francesca sono due dei 19 studenti dell'Isi Garfagnana (che riunisce liceo scientifico, Itcg, Iti e Ipsia) autori - insieme con Oscar Guidi, insegnante dello stesso istituto, la pittrice Sandra Rigali e la fotografa Caterina Salvi - del libro “Da Castelnuovo ad Auschwitz. Per non dimenticare”, edito da Pacini Fazzi, che sarà presentato domani alle 10 al teatro Alfieri.

Il volume, anche in dvd, è la testimonianza di un percorso di conoscenza, nato all'indomani del viaggio ad Auschwitz - a gennaio 2013 con il Treno della memoria organizzato ogni anno dalla Regione - di sette di quegli studenti, accompagnati da Guidi, Rigali e Salvi. «Al rientro – spiega Guidi – andò maturando l'idea che quell'esperienza andasse trasmessa, a cominciare proprio dal mondo della scuola. Così, d'accordo con il dirigente scolastico, pensammo di realizzare alcuni laboratori didattici ai quali hanno partecipato altri studenti dell'Isi. Ne è nato questo libro, una memoria vissuta dalle ragazze e dai ragazzi e da essi rielaborata e trasmessa ai propri coetanei, ma che intende proporsi anche all'esterno, alla riflessione di tutti, nella convinzione che siano più che mai attuali le parole di Primo Levi: “Se comprendere è possibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre”».

Il viaggio nel campo di sterminio polacco, poi, aveva un significato particolare per la delegazione. Da Castelnuovo ad Auschwitz fu, settanta anni fa, il percorso compiuto da una sessantina tra uomini, donne, bambini e giovani ebrei – tra cui Elisabeth e Gerda – vissuti a Castelnuovo oltre due anni, per la quasi totalità dei quali il viaggio fu di sola andata, un viaggio verso l'annientamento. «Quando nella neve di Birkenau ognuno dei 700 studenti arrivati dalla Toscana pronunciò il nome dei deportati – racconta Guidi – fu forte la nostra emozione nel sentire anche quelli dei “nostri”, di quei bambini, di quelle donne, di quegli uomini e di quei giovani che avevano camminato per le strade, che avevano vissuto nelle case di Castelnuovo».

A loro è dedicata la prima parte del volume, dove Guidi ripercorre la loro storia, dall'arrivo come internati liberi nel 1941 – in pratica avevano l'obbligo di soggiorno - fino al 4 dicembre 1943, quando vennero arrestati, portati nel campo di concentramento di Bagni di Lucca e da qui, quasi due mesi dopo, messi sui carri bestiame verso Auschwitz. Gli ebrei vissero in diverse località: i Nathan sul fiume, gli Schnapp – la famiglia di Gerda, che aveva 16 anni - nell'ex filanda di Antisciana, Elisabeth con la madre Margherita nel centro, altre famiglie alla fortezza di Mont'Alfonso. Alla “Barchetta” ebbero anche una sinagoga e la scuola. Per oltre due anni condivisero la vita quotidiana con i castelnovesi, nelle cui aziende e famiglie molti di loro lavorarono. Ma non fu un rapporto facile, tanto che nella memoria della cittadina la loro vicenda era stata rimossa, tenuta nascosta per oltre 60 anni. Finché la scoperta casuale di un documento ha innescato l'approfondimento e la ricerca, portata avanti da Guidi. «Soltanto allora questa memoria è esplosa: ricordi, racconti, aneddoti, fotografie, oggetti».

Nella seconda parte ci sono invece i racconti, le poesie, i disegni, i pensieri degli studenti sul viaggio in Polonia e dopo quel viaggio, con il corredo delle fotografie di Salvini e le illustrazioni di Rigali. «Siamo arrivati il 28 – scrive Barbara Malatesta - e subito ci hanno portati al campo di sterminio. Colpisce immediatamente l'estensione, la vastità del campo. Il pensiero va di nuovo a quelle persone, a quei bambini... Visitiamo le baracche, che sembrano stalle per animali, i resti dei forni crematori. Avverto quasi l'eco delle urla delle persone assassinate tra quelle mura». E i ragazzi della III Iti: «Siamo terrorizzati solo al pensiero delle emozioni provate dai bambini che venivano separati dai genitori. Soli in un luogo terrorizzante e scioccante, vengono avviati verso il buio». All'appuntamento di domani tra gli altri interverranno, insieme con gli autori, il dirigente scolastico Carlo Popaiz, il sindaco Gaddo Gaddi, il presidente della Provincia Stefano Baccelli e il presidente dell'Istituto Storico della Resistenza Stefano Bucciarelli. A conclusione musiche e canti della tradizione ebraica con la cantante Benedetta Manfriani e il chitarrista Sandro Bertieri.

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