Proteste
A Gallicano polemica per un film
Venturini: «Perché proiettare un lavoro sullo “Ius soli” anziché sul nazismo?»
GALLICANO. Ieri mattina all’interno del plesso scolastico di Gallicano si è commemorato il Giorno della Memoria, in ricordo dei milioni di Ebrei sterminati nei campi di concentramento. Una giornata che ha coinvolto istituzioni, scuole e semplici cittadini. Ma che, paradossalmente, invece di unire coscienze ha creato polemiche e spaccature.
Il consigliere Daniele Venturini, capogruppo di “Gallicano concreta e solidale”, spiega le sue rimostranze: «Mi sarei aspettato che si commemorasse questo triste e tragico evento ricordando i morti ebrei, omosessuali, oppositori al nazismo, etc. Invece si è proiettato un film sull’immigrazione, “Sta per piovere”, di Haider Rashid. Questo film non parla di Olocausto, di Ebrei o di oppositori politici al regime nazista. No. In questo film si parla di “Ius Soli”, cioè di diritto di cittadinanza per immigrati extracomunitari nati nel nostro Paese».
Nel caso specifico, la trama parla di una famiglia tunisina. Il capo famiglia perde il posto di lavoro, perché il datore di lavoro si suicida e da qui non riesce più a trovare un altro lavoro e di conseguenza non gli viene più rinnovato il permesso di soggiorno e anche i figli nati in Italia, devono lasciare il nostro paese: «Non entro nel merito del film – continua il consigliere Venturini -, perché non centra nulla con il “Giorno della Memoria”. Voglio evidenziare la caduta di stile dell’Amministrazione comunale di Gallicano, che ha completamente ignorato il dramma degli ebrei trucidati dai Nazisti nei campi di concentramento. Chi ha scelto questo film? Sembrerebbe che l’idea di ciò debba attribuirsi agli assessori Ruchia A Osman e Loretta Mazzanti».
Una scelta che sicuramente avrà strascichi in consiglio: «L’ amministrazione ha contribuito, a ingenerare confusione, alla già grande confusione che aleggia su questa commemorazione». Presenti alla proiezione del film vi erano bambini che vanno dai sei anni (prima elementare), ai ragazzi di 14 anni (terza media): «Si tratta di ragazzi che nel primo caso nulla sanno dell’Olocausto e quelli più grandi che sicuramente non hanno una conoscenza approssimativa degli eventi. Questo film lo ripeto non centra nulla con il popolo ebreo, che viene sterminato. Anzi, se vogliamo essere “maliziosi”, strizza gli occhi da un’altra parte, visto che la famiglia in questione è araba e musulmana. La cosa più sconcertante che la proiezione di questo film avviene dopo la votazione, in Consiglio comunale di una proposta dell’attuale maggioranza, nella quale si è data la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati extracomunitari nati in Italia».
Nicola Bellanova
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