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Torpedo: «Madonne Bianche, il Comune ha cambiato posizione»

Torpedo: «Madonne Bianche, il Comune ha cambiato posizione»

I ragazzi attaccano l’amministrazione: da loro un gesto punitivo, ma non c’è stato alcuno sgombero

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LUCCA. Nuova puntata della querelle fra i ragazzi del collettivo Torpedo e il comune di Lucca. I primi, in un comunicato, ritornano agli avvenimenti di fine settimana scorsa, giudicandoli incomprensibili: «Nella mattinata di venerdì alcuni agenti della polizia municipale arrivano nella struttura, ci prendono i documenti, ci intimano di lasciarla immediatamente ed al nostro rifiuto ci minacciano di denuncia penale. La situazione è per noi ancora incomprensibile, non capiamo perchè tanto accanimento per impedire lo svolgimento degli ultime due serate conclusive, che volevano semplicemente riassumere il valore della nostra esperienza. Nel pomeriggio alcuni ragazzi provano a cercare un dialogo con la vicesindaco Ilaria Vietina e con l’assessore Alda Fratello, che ci rimbalzano da una parte all'altra lavandosene le mani. Presi da una situazione che stava precipitando, decidiamo di andare direttamente a palazzo Orsetti a chiedere spiegazioni all'assessore alla sicurezza Francesco Raspini, che in poche frasi ci dice di allontanarci immediatamente dallo stabile poiché le ultime due feste non dovevano essere assolutamente fatte. Nel frattempo alla Polisportiva un'altra volante dice ai ragazzi di sgomberare immediatamente perché a detta loro stava per succedere "del casino". Arrivati a questo punto e verificata l'effettiva impraticabilità della festa causa i continui controlli delle volanti abbiamo dovuto realmente annullare l'evento come richiesto dall'assessore Raspini, circa due ore prima del suo svolgersi».

Torpedo spiega che comunque non c’è stato alcuno sgombero: «I ragazzi sono semplicemente rimasti fuori dallo stabile perché hanno voluto tutelare i compagni a cui erano stati presi i nominativi la mattina stessa e volevano evitare denunce per la permanenza di 2 giorni all'interno della struttura che sarebbe comunque stata lasciata come espresso nel comunicato di venerdì. Ancora più assurdo è stato il comunicato del Comune in cui si affermava che i ragazzi erano già stati denunciati prima ancora che gli eventi in programma (che parlando con tutti gli assessori si sono rivelati essere il vero problema della nostra permanenza) si svolgessero effettivamente. Si è trattato dunque di denunce preventive, che svelano una precisa volontà politica punitiva e dimostrano la disonestà di chi ci ha detto “O uscite o vi denunciamo” avendolo già fatto. Sia venerdì sera che sabato pomeriggio siamo rimasti all'esterno della struttura per spiegare quanto era successo a chi ne era all'oscuro e per riceverne la solidarietà».

Il comunicato si chiude registrando il «netto cambio di posizione da parte del comune. Il rapporto con i giovani per mesi sbandierato come un cavallo di battaglia decade ora assieme al concetto opportunista di legalità che viene utilizzato dalla nostra classe politica come e quando vuole. La famosa aria nuova si sta rivelando a conti fatti aria fritta. Avete voluto dimostrare alla città di avere il coltello dalla parte del manico, cosa che noi non essendo stupidi già sapevamo, e per questo dopo le ripetute pressioni abbiamo lasciato lo spazio. Resta di fatto semplice fare i giganti con noi quando mentre al contempo vi dimostrate succubi di fronte ai poteri forti come l’Imt e le fondazioni bancarie, che continuano imperterriti a dettare su ogni progetto per la città. Non possiamo che continuare ad opporci a questo modo di gestire la città e per questo invitiamo chi in questi mesi ha attraversato le Madonne Bianche e le considera un’esperienza positiva da valorizzare a portare la propria solidarietà e il proprio appoggio al corteo di sabato prossimo, 1° febbraio».

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