Il dolore
Del Ghingaro attacca Ciacci
«Nelle campagne elettorali c’è sempre chi sputa nel piatto dove ha mangiato»
CAPANNORI. Nuova puntata dello scontro politico tra il sindaco Giorgio Del Ghingaro e l’ex assessore Alessio Ciacci, che nel 2012 si era dimesso per diversità di vedute (insieme a Leana Quilici) e che adesso è il candidato di Abc per le comunali di maggio.
Con il titolo eloquente “Gli sputatori” Del Ghingaro - pur senza mai fare il nome di Ciacci - attacca il suo ex responsabile dell’ambiente. Motivo, le esternazioni di Ciacci che da quando non è più in giunta spesso critica la politica capannorese, anche quella che era stata portata avanti quando lui era assessore. È di pochi giorni fa l’annuncio di Ciacci che in caso di elezione ridurrà le spese e taglierà lo staff del gabinetto del sindaco, composto da 12 persone (7 a tempo indeterminato) che a onor del vero oltre a prendersi cura degli impegni di Del Ghingaro fanno anche molto altro. Esternazione non gradita ai dipendenti del municipio né al primo cittadino.
E ieri Del Ghingaro c’è andato giù pesante.
«Nelle campagne elettorali che si rispettino, c'è una figura che si distingue sempre, al di lá degli schieramenti, per la sua ipocrisia e il suo opportunismo un tanto al chilo. Il soggetto in questione è "lo sputatore nel piatto dove ha mangiato", o più semplicemente la reincarnazione popolare e teatrale, di infimo livello, del Giuda di cristiana memoria. Insomma per rendere meno prosaica la narrazione, si potrebbe parlare banalmente del "traditore". Questa figu...ra non più epica, nell'intento di accaparrarsi i voti di pochi elettori distratti, inverte a U la propria posizione di marcia tenuta per anni e spara le più atroci stronzate contro la mamma e il babbo che se la sono tenuta in grembo, l'hanno custodita e l'hanno pure, a volte, giustificata, come appunto si fa con i figli, seppur degeneri. La storia insegna che la figura del traditore non gode di molta fortuna, ancorché è magari contingentemente di buona stampa, perché di solito annega nel suo egoismo e nella sua supponenza e non lascia memoria di sè, a parte un confuso senso di inadeguatezza.
Assistiamo giornalmente, dal nazionale al locale, alla ridda degli "sputatori" di cui sopra, che non solo non si vergognano, ma fanno dei loro voltagabbana uno stile di vita, autocompiacendosi della loro finta coerenza e beandosi della loro furbizia. Permettetemi di lasciarli a quel paese, che è evidentemente molto lontano dal nostro, per evitare di essere solo sfiorati dal loro olezzo».
In serata il commento di Alessio Ciacci, sempre su Facebook. Lapidario: «Quanta volgarità».
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