Attenzione
Madonne Bianche, i ragazzi se ne vanno
Gli ex occupanti hanno riconsegnato le chiavi al Comune per evitare denunce, ma potrebbero tornare
LUCCA. Niente festa, niente braccio di ferro, almeno pare. I ragazzi escono dal parco delle Madonne Bianche, riconsegnano le chiavi. Chiusa l'esperienza dell'associazione Spazio e Socialità e di Torpedo, abbandonata la riqualificazione dell'area che versava, prima del loro arrivo, in uno stato di abbandono e degrado, rotto il dialogo tra comune e occupanti.
Anche se non resta esclusa l'ipotesi di un'occupazione provocatoria e fulminea, a mo' di sfida nei confronti dell'amministrazione. Sono le otto di venerdì sera, dentro lo stabile delle Madonne Bianche è già tutto pronto per la festa che si sarebbe dovuta tenere da lì a poco (per poi bissare la sera successiva, cioè ieri), quando un gruppo di trenta ragazzi esce dall'area e si riunisce davanti ai cancelli, per spiegare a chi arrivava cosa sia successo. Restano un po' e prima di andarsene si danno appuntamento al giorno dopo, cioè ieri pomeriggio.
Ore 16, assemblea davanti alle Madonne Bianche: arrivano in una ventina, l'obiettivo era quello di contarsi, decidere cosa fare e lanciare una manifestazione per sabato prossimo. «Abbiamo consegnato le chiavi perché le denunce non piacciono a nessuno». Fine, stop, chiuso. Lo sapevano che avrebbero dovuto lasciare lo spazio. Lo sapevano da prima della fine dell'anno: gli accordi dicevano 31 dicembre termine ultimo per uscire dal parco. In ballo c'è un bando per l'assegnazione dell'area, una gara alla quale i ragazzi di Torpedo non hanno voluto partecipare. Lo sapevano e lo ripetono, tutto previsto. «Ma non così – si sfogano – non con queste modalità. Prima ci hanno difeso, hanno legittimato la nostra esperienza, hanno partecipato alle nostre assemblee. E ora dicono di aver proceduto con le denunce, svolgendo un'azione di forza del tutto ingiustificata e inaspettata. Prima della fine dell'anno abbiamo avuto un incontro in comune e ci era stato detto che per il 31 dicembre avremmo dovuto lasciare lo spazio, ma che comunque ci saremmo rivisti per fissare tempi e modalità. Non avendo più sentito nessuno, noi siamo andati avanti e abbiamo continuato con l'esperienza della Polisportiva autogestita per arrivare alle due serate di venerdì e sabato. Sapevamo che sarebbero state le ultime, per noi rappresentava anche un modo per salutare quel posto che ci ha impegnati per mesi. Potevano chiamarci i consiglieri o gli assessori, anche in via informale, per avvertirci dell'urgenza, visto che hanno i nostri numeri. Potevano farci svolgere le due serate».
Non vogliono parlare di sconfitta né di fallimento gli occupanti: vero è, però, che non sono accorsi in troppi a protestare contro la fine di questa esperienza. E negli ultimi mesi la Polisportiva non contava su grandi numeri e grandi presenze. Se la cavano con un «in inverno è normale», ma sanno che a monte c'è un problema più complesso e più radicato. Rilanciano per sabato prossimo: «Con il corteo che partirà dalle Madonne Bianche vedremo quanti saremo». L'idea iniziale era quella di tentare un faccia a faccia e lasciare l'area dopo le serate di venerdì e sabato, poi il dietrofront. «Causa le eccessive pressioni da parte di polizia municipale e comune di Lucca – scrive Torpedo sulla sua pagina Facebook - non è stato possibile lo svolgimento delle due giornate. Sembra ovvio come questa sia una strategia politica per tagliare i ponti con la nostra realtà». Le cose però si fanno meno chiare durante l'assemblea di ieri pomeriggio, dove nel ribadire le posizioni e nel ripercorrere l'esperienza dei mesi scorsi, il presidente dell'associazione, Francesco Nalin, ipotizza una vera e propria sfida nei confronti del Comune: «Eventualmente – dice Nalin ai microfoni di Dì Lucca – proveremo a rientrare in modo provocatorio nei confronti della giunta, invitandola a denunciarci tutti quanti».
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