Il Tirreno

Lucca

Fondazione Puccini, cda al calor bianco

di Barbara Antoni
Fondazione Puccini, cda al calor bianco

Tambellini: «Chiarezza da chi mi accusa di ostacolare i programmi». Pronta una mostra dei costumi delle opere del Maestro

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LUCCA. Se di problemi, di tensioni, si può realmente parlare all’interno della Fondazione Puccini, certo è che il sindaco Alessandro Tambellini che la presiede adesso vuole fare definitiva chiarezza. Una situazione così è diventata insostenibile, fatta di fuochi incrociati nel Cda e di affermazioni finite sui giornali, ma sconosciute prima di leggerle al primo cittadino-presidente riguardo a una difficoltà del direttore Gabriella Biagi Ravenni (anche direttore del museo Puccini e presidente del Centro studi sul Maestro) nel promuovere un programma di iniziative che, ha affermato, lei ha assolutamente pronto per partire.

Seppure mantenendo la diplomazia che lo contraddistingue, Tambellini lo dice energicamente:

«Martedì avremo consiglio e io tutti questi nodi li voglio sciogliere. Non approvo che determinate affermazioni vengano rilasciate attraverso i giornali piuttosto che rivolte personalmente ai diretti interessati. E credo che anche il consiglio debba esprimersi in merito a un problema del genere. Il direttore racconta di sentirsi ostacolata nelle sue proposte di iniziative? Dovrà spiegarmi come e perché, dal momento che io in prima persona da tempo vado affermando che un cartellone di eventi nel segno di Puccini va messo a punto prima possibile, non dalla Fondazione da sola ma con l’aiuto di tutti».

Tanto più che il sindaco porterà martedì al vaglio del consiglio di amministrazione un progetto che ha preparato il Teatro del Giglio. Costo molto contenuto, ma la vetrina, in particolare per i turisti, sarebbe eccezionale: una mostra dei costumi di scena, di scenografie e di altro materiale inerente le rappresentazioni negli anni di opere del Maestro sul palco del Giglio, da tenersi nel foyer del teatro.

La mostra è stata pensata per rappresentare un’attrattiva per chiunque: per i lucchesi, ma anche per le migliaia di turisti che specialmente d’estate vengono a visitare la città pensando di trovare un’offerta culturale immediata legata al Maestro.

Non solo, tra le iniziative in programma potrebbero esserci anche concerti di brani pucciniani.

Un pacchetto già pronto per partire subito. Basterà che il consiglio di amministrazione della Fondazione dia il via libera.

«Creare attività di rilievo intorno a Puccini è il lavoro più importante che ci aspetta - continua Tambellini -. A questa riflessione inviterò singolarmente i componenti del consiglio di amministrazione».

All’attenzione dell’assemblea del consiglio di amministrazione di martedì arriverà anche un’altra questione: quella relativa all’ipotesi di costituire un comitato scientifico con il compito di coadiuvare gli organi dirigenti della Fondazione nell’utilizzo e nella destinazione delle proprie risorse: un organismo che alcuni consiglieri vedrebbero con favore anche per sentirsi più tutelati nelle scelte e che piace, non lo nasconde, anche ad Alessandro Tambellini. «Mi sembrerebbe logico che certe iniziative venissero vagliate da un comitato scientifico», aggiunge. E sottolinea anche che vedrebbe con favore l’assorbimento del Centro studi Giacomo Puccini all’interno della Fondazione. «Il centro studi dovrebbe essere parte della Fondazione», dice infatti.

Tanta carne al fuoco insomma per l’assemblea di martedì del consiglio di amministrazione. Tanti temi da affrontare, tante tensioni da stemperare le quali altro effetto non hanno, alla fine, che ripercuotersi sulla città, sulla sua immagine e sui suoi operatori.

Lucca considerata la Salisburgo d’Italia in realtà è un concetto ancora lontano da raggiungere e sono i fatti a parlare: Salisburgo è piena di iniziative nel nome di Mozart mentre Lucca è quasi vuota, finora, di iniziative legate a Puccini. Senza contare che il museo Casa natale del Maestro lucchese ha i suoi conti tristemente in rosso.

Il brand Puccini rimane così stretto nell’empasse. Tra la voglia di fare, la progettualità che c’è e l’attuazione dei progetti è da evitare che possano corrano interessi che prima ancora di essere della collettività rischierebbero di essere troppo personali, in alcuni casi legati a posizioni acquisite di controllo e anche potere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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