La manifestazione
Crac Lucchese, Hadj per lo Stato italiano è nullatenente
LUCCA. Il processo per il primo crac della Lucchese riprende a febbraio e riparte dall’inizio per il cambio del collegio dovuto al pensionamento del giudice Letizia Di Grazia. È attesa una novità:...
LUCCA. Il processo per il primo crac della Lucchese riprende a febbraio e riparte dall’inizio per il cambio del collegio dovuto al pensionamento del giudice Letizia Di Grazia. È attesa una novità: Fouzi Hadj, principale imputato della bancarotta fraudolenta per il crac di oltre 8 milioni, attraverso il suo legale dovrà depositare un bonifico bancario da 90mila euro come transazione alla curatela fallimentare (costituitasi parte civile con l’avvocato Francesca Lenzi) e condizione essenziale affinché il comitato dei creditori esca dal processo penale. In quel modo, in caso di sentenza di condanna per Hadj, la posizione processuale sarebbe alleggerita tenendo conto del risarcimento effettuato. Un bonifico che dovrebbe arrivare da una banca estera. Il condizionale in casi del genere è d’obbligo, ma per i creditori quella somma - frutto di un accordo tra Hadj e il curatore fallimentare Francesco Giannecchini - è l’unica possibilità di poter ottenere qualcosa di tangibile.
L’accordo. L’azione di responsabilità della curatela nei confronti dell’ex plenipotenziario rossonero è stata esercitata - prove documentali alla mano - per l’importo di 145mila incassati dall’uomo d’affari siro-armeno due mesi prima della declaratoria fallimentare. Otto assegni da 10mila euro e 13 da 5mila. Invece della restituzione dell’intero importo Fouzi Hadj ha fatto una proposta transattiva alla curatela: 90mila euro (il 60% del dovuto) attraverso un bonifico bancario emesso da un istituto estero. La proposta è stata esaminata dalla curatela e dal comitato dei creditori che hanno dato parere favorevole. Il motivo? L’uomo d’affari protagonista del primo crac nella storia della Lucchese per lo Stato italiano è un «nullatenente». E così anche di fronte a una condanna chi deve avere dei soldi non potrà rivalersi sull’ex presidente rossonero visto che per il nostro Paese non ha un euro. Anche per l’allora diesse Silvio Giusti la curatela ha esercitato l’azione di responsabilità per un’appropriazione, sempre nei due mesi precedenti al fallimento della Lucchese, di circa 105mila euro. E per questo motivo ha provveduto al sequestro conservativo di un appartamento a Lucca gravato da ipoteca. Il curatore Giannecchini attende il perfezionarsi dell’accordo in tribunale per chiudere il fallimento dell’As Lucchese Libertas e iniziare la ripartizione del (poco) attivo racimolato. (l.t.)
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