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LA POLEMICA

Udc diviso sull’appoggio alla Bertolucci

CAPANNORI. Sempre più netta la divisione nell'Udc. La direzione provinciale scorso ha votato un documento a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Maria Pia Bertolucci. Ma con tre voti...

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CAPANNORI. Sempre più netta la divisione nell'Udc. La direzione provinciale scorso ha votato un documento a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Maria Pia Bertolucci. Ma con tre voti contrari e due astensioni. I voti contrari sono stati espressi da Gaetano Ceccarelli, Gino Malfatti ed Ilaria Cardella, ovvero la componente del partito di centro di Capannori favorevole ad un'alleanza col centrosinistra. L’Udc lucchese invece appoggia la Bertolucci.

«Siamo in sintonia con il suo progetto civico alternativo alla sinistra e che intende porsi come punto di riferimento in grado di realizzare una vasta aggregazione dell’elettorato moderato». Adesso la partita si sposta nel comitato comunale che si riunirà a breve. In vista delle elezioni amministrative di maggio si potrebbe dare vita a due liste civiche separate. Una parte del locale Udc sosterrà il centrosinistra, un'altra parte il centrodestra.

Sulla vicenda interviene il presidente provinciale dell'UdC Gaetano Ceccarelli che dice: «Il dissenso espresso nella direzione provinciale di giovedì scorso, sul documento approvato a maggioranza con 3 voti contrari e 2 astenuti, è motivato da una serie di ragioni ad iniziare dal fatto che questo organo di partito, non ha la competenza a predisporre le liste e le candidature per le elezioni comunali, compito riservato dallo statuto al comitato comunale. Poi è politicamente inaccettabile che sia stato messo in votazione un documento indicante un nominativo senza la minima specifica relativa alle questioni programmatiche ed alle alleanze che com’è noto non sono un aspetto di secondaria importanza anche alla luce dei paletti verso destra, sanciti dalla direzione comunale UdC di Capannori ed avallati da ben 16 firme di componenti del comitato comunale che conta in totale 28 membri.

«Da considerare anche il fatto – continua Ceccarelli – che all’interno della direzione provinciale i membri riconducibili all’area della Piana si sono spaccati a metà al momento del voto, ed il documento è quindi stato approvato grazie ai voti dei componenti riferibili alla Versilia e alla Media Valle e Garfagnana».

Difficile ricucire lo strappo. Ceccarelli però chiede unità. «Mi domando se una scelta che divide in due la dirigenza comunale e non solo può essere accettata in un partito degno di chiamarsi tale, che intenda preservare in primis la propria unità mentre si prepara a celebrare un congresso azionale che dovrebbe far chiarezza sulla linea politica. A nostro avviso bisogna perciò recuperare le ragioni dell’unità, ma nella chiarezza, perché se c’è chi pensa che le scelte a Capannori si possano imporre è utile che ci ripensi, perché confonde i propri desideri con la realtà». (n.n.)

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