Il Tirreno

Lucca

Museo della Liberazione spiragli per la riapertura

In agenda un incontro fra Comune e associazione che gestisce la struttura c’è da risolvere il problema dell’agibilità. Interessato anche il difensore civico

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Potrebbe avvicinarsi a una svolta l'empasse che caratterizza da anni l'(in)attività del museo della Liberazione in via Guinigi. Matteo Garzella, in qualità di presidente del comitato per le celebrazioni dei settant'anni della Liberazione (nonché presidente del consiglio comunale) ha inviato ai responsabili dell’associazione Amici del museo della Liberazione che gestisce la struttura e all'assessore alla cultura Alda Fratello la convocazione a un incontro sulla situazione del museo. Che oggi Garzella vorrebbe vedere riaperto.

«Sto lavorando a un calendario di iniziative sulla Liberazione da qui al 2015 - spiega il presidente del comitato per le celebrazioni -. E in parallelo sto cercando di verificare le problematiche connesse alla vicenda del museo. Per questo ho organizzato l'incontro con l'assessore Fratello e i responsabili dell’associazione. Mi auguro che quest'anno il museo possa essere riaperto, è opportuno farlo».

La disponibilità a risolvere l'annosa questione sulla chiusura del museo della Liberazione arriva anche da Alda Fratello: «Vogliamo affrontare la situazione e vedere come sistemarla. È bene adoperarsi per risolvere il problema».

Dall'altra parte c'è il museo. I volontari che lo seguono, spiega Sergio Lombardi dell’associazione, da anni si sentono soli, seppure - sulla carta - possano contare su una convenzione del maggio 2012 che regolava i rapporti tra Comune e associazione Amici del museo storico della Liberazione - Lucca per l'utilizzo dei locali al piano terra di palazzo Guinigi, sotto il Must, museo della storia della città (l'intero palazzo è di proprietà del Comune), il pagamento delle utenze (a carico del Comune), il supporto e la collaborazione al museo (da parte degli uffici comunali). Il Comune, in quella convenzione, si impegnava anche alla manutenzione ordinaria dell'immobile.

Il problema però è che l'immobile è inagibile. Come spiega Lombardi, «ci risulta che il Comune avesse incaricato una società specializzata di fare tutti gli studi e le perizie necessari alla richiesta di agibilità per l'intero palazzo. Ma era necessaria una cifra molto alta, e si è deciso di fermare la perizia. Intanto, sia il Must che la sala espositiva all'ultimo piano, sede di mostre temporanee, vanno avanti con concessioni annuali dell’agibilità. Che a noi vengono negate».

Una vicenda che va avanti da tempo, con molte richieste da parte dei rappresentanti del museo e poche risposte dal Comune. «L'anno scorso - spiega ancora Lombardi - abbiamo chiesto di poter aprire il museo in tre date importanti. Ci è stato risposto solo a una richiesta. Per chiedere un riscontro, abbiamo perfino messo il ministero dei Beni culturali a conoscenza delle richieste ignorate: il ministero ha interpellato il Comune, il quale si è giustificato dicendo che quelle lettere non le ha mai ricevute. Eppure avevamo protocollato tutte le lettere».

Chi cura il museo si è sentito nel tempo amareggiato per questo atteggiamento. Tanto da essersi rivolto al difensore civico affinché possa svolgere una mediazione col Comune. «Abbiamo tante richieste di vedere il museo - dice Lombardi -. Le guide turistiche ci riportano di ricevere richieste di visitare il museo da parte di turisti americani. Ci auguriamo di trovare un definitivo accordo, per il bene di tutti».©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa