Il Tirreno

Lucca

«Felice di essere il sindaco dell’inclusione»

di Paola Taddeucci
«Felice di essere il sindaco dell’inclusione»

Applausi a Tambellini nell’incontro con le socie della Fidapa. «Lontano il 2017, ma la mia vita non è da politico»

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LUCCA. Tambellini va avanti. Non ha alcuna intenzione di abbandonare il progetto per i sette alloggi in via Brunero Paoli destinati all’emergenza abitativa di tutti, compresi i rom. E se sarà ricordato come il sindaco delle casette ai nomadi, dice che ne sarà orgoglioso, se questo significa difendere alcuni principi fondamentali come l’inclusione. Lo ha detto ieri nel corso dell’incontro organizzato a palazzo Bernardini dalla Fidapa (Federazione donne arti e professioni) che ha voluto dedicare oltre due ore al primo cittadino e alla sua storia, facendola raccontare direttamente da lui attraverso le domande dei giornalisti e del pubblico. Così Tambellini ha spaziato in lungo e largo, raccontando molti aneddoti anche della sua vita privata e toccando moltissimi argomenti della sua vita pubblica, tra cui la vicenda delle case ai nomadi, appunto, al centro delle polemiche di questi giorni e per il quale è stato anche minacciato. Su quest’ultimo aspetto il sindaco, tuttavia, non ha detto niente, limitandosi a tacciare come sciocchezze le dichiarazioni fatte proprio ieri dall’europarlamentare Claudio Morganti che, in relazione alle minacce, ha affermato: “Mal voluto non è mai troppo”. Il sindaco si è soffermato a lungo, invece, sul progetto che la sua giunta intende portare avanti in via Paoli. Ha spiegato che rientra in un finanziamento della Comunità Europea finalizzato esclusivamente al miglioramento dell’accoglienza dei campi nomadi, che come capoluogo – ha sottolineato – siamo obbligati ad avere. «Quei fondi – ha aggiunto – non si possono utilizzare per rifare le strade, le fognature o altre necessità, ma soltanto per quel motivo. E non li vogliamo perdere». Secondo il progetto della giunta le sette minicase in via Paoli, tuttavia, saranno destinate come alloggi di transito non solo per i rom, ma per tutti coloro che si trovano in emergenza abitativa (più di cento in lista d’attesa). Per questo non è certo che riceverà i finanziamenti. «Ma – ha ribadito il sindaco – noi faremo il possibile per non perderli». E all’affermazione del suo orgoglio nel difendere il principio dell’inclusione il pubblico di palazzo Bernardini lo ha applaudito calorosamente. Sulla possibilità di ricandidarsi per il secondo mandato - alla scadenza nel 2017 – Tambellini, poi, ha detto di non pensarci ancora: «Vado avanti giorno per giorno, per ora il 2017 è lontano». Sa, però, che nel suo futuro non ci sarà una vita da politico. «Sento il bisogno di tornare ad una vita normale». Per quella attuale il sindaco ha fatto sapere, tra l’altro, quanto è il suo stipendio (2790 euro) e che è difficile, impegnativa. In compenso, però, ha tante idee e progetti in cantiere per la città. Entro settembre 2015, per esempio, spariranno tutti i contenitori dei rifiuti perché sarà estesa la raccolta porta a porta. Per il centro storico, dove ammette che il porta a porta non sta funzionando pensa che le isole ecologiche a scomparsa miglioreranno la situazione. E sulla questione dei due musei a orario ridotto – Muf e Must – ha le idee chiare: «I musei si devono auto sostenere. Non è più sopportabile spendere 200mila euro l’anno per il Muf che ha 300 visitatori al mese».

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