La manifestazione
Rischio cancro, agli alberi si fa la Tac
Il piano dell’Opera delle Mura interessa una ventina di piante secolari. Sotto osservazione anche i lecci sulla Torre Guinigi
LUCCA. Gli alberi secolari, monumentali dell’Orto Botanico devono fare la Tac. Alcuni in realtà l’hanno già fatta, compreso l’albero più antico - un enorme cedro del Libano - che c’era già nel 1822 quando l’Orto Botanico fu ricavato tra il bastione di San Regolo, gli orti del convento di San Micheletto e i giardini dei palazzi costruiti per la corte di Elisa.
Tutto fuorché uno scherzo. Una ventina di alberi in tutto, all’interno dell’Orto Botanico, è previsto che siano sottoposti a una speciale indagine tomografica - simile alla Tac utilizzata per le diagnosi sugli esseri umani - perché potrebbero essere ammalati, alcuni anche del cancro delle piante (che si vede dalla scansione del tronco), oppure per vecchiaia.
«Stiamo conducendo interventi mirati - spiega Francesco Lunardini, agronomo e membro del consiglio di amministrazione dell’Opera delle Mura - con lo scopo di depotenziare l’attacco delle malattie, tra cui anche il cancro. Lo stiamo facendo grazie alla tomografia sonica, in sostanza una Tac del fusto. La malattia si vede dalla densità del legno: il colore rossastro denota un fusto fortemente degradato, ammalato; il colore verde un fusto sano o comunque dove la malattia procede lentamente», spiega mostrando sullo schermo di un mini pc portatile il risultato della scansione del tronco del cedro del Libano almeno duecentenario.
L’enorme fusto dell’albero è al momento circondato da una schiera di sensori; tre tiranti di acciaio lo tengono saldo a terra e lo hanno aiutato a raddrizzarsi dopo che alcuni funghi cancerogeni avevano attaccato le sue radici e lo avevano fatto piegare. «Dal cancro le piante non guariscono, ma possiamo rallentare l’andamento della malattia intervenendo - continua Lunardini -. Da quest’anno oltretutto abbiamo avviato le pratiche affinché qualsiasi intervento sull’Orto Botanico e sul patrimonio arboreo di Lucca sia esclusivamente biologico, venga in sostanza eseguito soltanto con sostanze di matrice naturali. Anche per la disinfestazione: faremo una campagna di monitoraggio degli insetti usando delle esche per evitare di fare trattamenti».
«Con questa metodologia - spiega Giovanni Ricottone, agronomo con lo studio a Viareggio a cui l’Opera delle Mura ha commissionato, per la spesa di cinquemila euro, l’esecuzione delle Tac alle piante - indagheremo i 14 alberi più grandi: oltre al cedro, faggi, lecci, sequoie e anche la magnolia». Ha preoccupato, a settembre, 2013 un episodio: il rame di un enorme faggio si è schiantato all’improvviso, per fortuna mentre nell’Orto non c’era nessuno.
Sotto osservazione anche il raro esemplare di tiglio pendulo ospitato nell’Orto Botanico: l’esame tomografico ha individuato una cavità nel tronco.
Non solo Orto Botanico. La campagna di monitoraggio accurato sarà estesa anche per gli alberi monumentali che si trovano sulle Mura. «Abbiamo un programma di messa in sicurezza e conservazione del patrimonio arboreo - aggiunge Lunardini -. Attendiamo segnalazioni anche dai cittadini. Laddove notassero alberi ammalati li preghiamo di comunicarcelo, così noi potremo intervenire e monitorarli».
Sempre l’Opera delle Mura ha previsto di dare il via quest’anno alla ricognizione sullo stato di salute dei lecci sulla Torre Guinigi. «Metteremo in atto un piano di analisi del suolo e la concimazione delle piante della Torre Guinigi», spiega sempre Lunardini. Anche questo incarico è stato affidato allo studio viareggino del dottor Ricottone, per un importo di trecento euro.
Altro intervento di monitoraggio verrà condotto su un gruppo di sei tigli sul viale Carlo Del Prete. Anche in questo caso con l’obiettivo di fare una diagnosi esatta del loro stato di salute e di conservazione, visto soprattutto che hanno un’età molto avanzata.
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