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Lucca

Minacce al sindaco, nuova solidarietà ma anche critiche

Minacce al sindaco, nuova solidarietà ma anche critiche

A Tambellini l’invito a proseguire la sua opera senza cedere alle strumentalizzazioni sui Rom. Accuse da Angelini

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LUCCA. Mentre vanno avanti le indagini serrate della Digos che cerca i responsabili delle minacce ad Alessandro Tambellini, continuano ad arrivare al sindaco attestati di solidarietà, m anche critiche.

Il gruppo consiliare del Pd invita il primo cittadino a proseguire nel confronto sulle soluzioni da adottare per l’accoglienza e l’assistenza a tutti gli emarginati, rom compresi. Da parte sua il comitato per Civati stigmatizza la strumentalizzazione anti-Tambellini di quanti fanno finta di non ricordare come la politica della realizzazione di case popolare di transito sia stata seguita in passato anche da amministrazioni di centrodestra.

Critico invece con il sindaco è l’ex parlamentare Piero Angelini, consigliere comunale di Governare Lucca. Angelini ricorda di aver subito anche lui minacce gravi quando era sottosegretario, anche da parte di organizzazioni mafiose, e di essersi trovato più volte persone che volevano a tutti i costi parlare con lui sulla soglia di casa.

«Ho cercato sempre di evitare allarmismi – dice Angelini – e soprattutto non sono andato mai sui giornali a raccontare aspetti difficili della mia vita politica, che ritenevo connessi alle funzioni che avevo assunto; mi sono sforzato sempre, poi, di distinguere tra le proteste politiche, che erano e sono legittime, e le minacce, che dovevano essere trattate con molta discrezione, per permettere alla polizia di verificarne la gravità e individuarne magari i responsabili, cosa oggi impossibile per Tambellini, dopo il clamore sollevato da lui sulla stampa. Quanto al problema dei rom, che è all’origine di tutta la vicenda, io, come tanti altri, sarei stato ben disponibile a dare un mano ad un progetto di inclusione ed integrazione, se il sindaco avesse proposto per tempo e con chiarezza, al consiglio e alla città, quello che intendeva fare, allargando così l’area del consenso e togliendo spazio a reazioni sconsiderate; mentre il progetto dell’amministrazione sui rom, mai presentato al consiglio, conosciuto soltanto da indiscrezioni oblique, prima ammesse e poi addirittura smentite, di fare casette di legno nell’area di rispetto del cimitero, dove la legge sanitaria del 1934 e successive modifiche, impedisce ogni costruzione, di cemento o di legno che sia, mi è sembrato un progetto demenziale, perché irrealizzabile, più attento a mostrare le bontà d’animo del nostro sindaco, che a risolvere un problema, difficile e annoso; e dopo le sue tante ambiguità, anche le rassicurazioni dell’amministrazione per il progetto di via Brunero Paoli non sono ritenute da tutti credibili».

Per Angelini «così è quasi sempre stato fatto, finora, da parte dell’amministrazione che non ha mai presentato alcun progetto alla città». Il consigliere di Governare Lucca accusa poi il sindaco di non aver presentato alcun protetto alla città e di aver parlato di problemi reali solo nei consigli straordinari richiesti dalla opposizione, risultando spesso impreparato. Angelini infine invita il sindaco a non fare il martire e ad ascoltare di più la gente, senza scaricare sui cittadini i pesi e i disagi che derivano dalla sua carica.

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