Il Tirreno

Lucca

L’indennità era prevista nel contratto

di Barbara Antoni
L’indennità era prevista nel contratto

Il direttore generale Manrico Ferrucci costerà all’azienda almeno 39mila euro in meno rispetto al predecessore

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LUCCA. Nessuna aggiunta successiva, tutto nero su bianco dalla stipula del contratto a tempo determinato (tre anni) per l’incarico di direttore generale dell’Azienda speciale Teatro del Giglio (Ats) a Manrico Ferrucci, vincitore della selezione indetta per questo ruolo. Dal 1º gennaio 2014, il direttore generale del Giglio costerà al teatro circa 78mila euro lordi l’anno, dai 39 ai 48mila euro in meno di quanto percepiva l’unico suo vero predecessore, vale a dire il dottor Luigi Angelini.

A fare i conti è Graziano Angeli, dirigente comunale che il 17 ottobre 2013, data della firma del contratto di Ferrucci, ricopriva l’incarico di direttore pro tempore del teatro (lo ha fatto per circa tre mesi, a costo zero, dopo che Maria Rita Favilla, dipendente del teatro, per circa tre anni era stata designata come facente funzioni della direzione generale). In quanto tale, come da statuto, Angeli aveva il compito di trattare le assunzioni del personale, direttore generale compreso.

«Il cda - spiega il dirigente - aveva dato mandato a me di procedere alla contrattualizzazione del nuovo direttore generale. Il vero elemento di differenza rispetto al precedente direttore, era l’indennità ad personam. Nel 2008 per Angelini era previsto un compenso lordo, comprensivo dell’indennità ad personam, di 98mila euro, più un premio di produzione. Nel 2008 il costo totale portato a bilancio per il direttore fu di 117mila euro lordi. Negli anni successivi - continua - la posizione di Angelini cambiò. Da dirigente del teatro con incarico di direttore generale diventò, dopo il pensionamento, un consulente esterno e dato che il teatro risparmiava sugli oneri contributivi, potè aumentare la retribuzione lorda, portandola a 126.500 euro annui, in pratica 97mila più il premio di produzione che all’epoca oscillava dal 9 al 16% della retribuzione globale. Una cifra che oggi era impossibile potersi permettere».

Il contratto di Ferrucci. Il 9 ottobre 2013 il cda del Giglio delibera, alla luce degli esiti della selezione indetta, la nomina di Ferrucci quale nuovo direttore generale. Il 17 ottobre avviene la stipula del contratto, che applica i termini del contratto nazionale dei dirigenti delle aziende del terziario e dei servizi (come annunciato nel bando di concorso). «Il trattamento economico relativo - si legge nel contratto - prevede l’attribuzione della retribuzione base dall’assunzione (che decorre dal 21 ottobre 2013, ndr) fino al 31 dicembre 2013». In pratica, a novembre e dicembre Ferrucci ha percepito solo la retribuzione base (calcolata al lordo in 54.460 euro su base annua) che da contratto nazionale risulta di 2.299 euro mensili (netti). «A far data dal primo gennaio 2014 - continua l’articolo 3 del contratto stipulato - viene attribuito un compenso annuo lordo di 74.460 euro (di cui 54.460 a titolo di retribuzione base e 20mila euro a titolo di indennità ad personam) per retribuzioni correnti annue ad esclusione del trattamento di fine rapporto, che matura a parte». C’è poi la partita che riguarda il premio di produzione «che verrà corrisposto, previa valutazione da parte del consiglio di amministrazione - recita ancora il contratto - in ragione dei risultati conseguiti. La quantificazione preventiva del premio sarà oggetto di specifica negoziazione e accordo, fermo restando che, in ogni caso, lo stesso non potrà essere superiore al 5% della retribuzione base», quindi di 54.460 euro, vale a dire 2.723 euro al massimo. Se Ferrucci percepirà il premio al massimo previsto, nel 2014 intascherà un compenso complessivo di 77.183 euro lordi.

Il cda conferma. Il profilo tenuto sull’assunzione del direttore generale, così come l’abbiamo ricostruita, è confermato dal presidente del cda del Giglio Paolo Scacchiotti, il quale specifica che «l’indennità ad personam è una parte di compenso prevista, ma oggetto di trattativa privata. Una retribuzione di posizione decisa secondo più parametri, da quelli professionali da curriculum alla mole di lavoro e altro».

«La serenità non viene meno». Seppure in mezzo a tante polemiche, il direttore generale Ferrucci (che ieri ha pubblicato sul sito del teatro l’importo del suo compenso) afferma che «nel mio lavoro quotidiano la serenità non viene meno, come del resto l’entusiasmo e la voglia di fare. Intorno al teatro in città c’è forte attenzione e voglio pensare che sia dettata dal grande interesse verso una struttura pubblica». Quanto al suo compenso, continua, «sono convinto che la professione e l’impegno abbiano un valore e debbano essere sostenuti anche economicamente. Sono certo delle procedure adottate - prosegue relativamente al suo contratto -, una forma molto dettagliata. In molti casi per la costituzione del rapporto è sufficiente una sola lettera». E quanto alle polemiche, risponde solo che «i commenti è bene farli sui progetti».

Trattative sindacali. È in corso il confronto con le Rsu sul premio di produzione. L’obiettivo è rivedere i criteri di distribuzione delle risorse, soprattutto per i livelli di retribuzione più alti. Rimane in ballo la questione di nuove assunzioni, richieste dalle Rsu nel settore tecnico. Le ultime tre hanno interessato quello amministrativo. Il settore deficitario, oggi, risulta quello dei tecnici per l’allestimento spettacoli, in tutto sei più un direttore di palcoscenico su un organico di oltre venti addetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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