Il Tirreno

Lucca

Il “Fanciullino” a portata di clic

di Francesco Cosimini
Il “Fanciullino” a portata di clic

Da oggi consultabili su Internet documenti e oggetti dell’archivio di Pascoli

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CASTELVECCHIO PASCOLI. Nella cornice di un'istituzione importante come la Scuola Normale di Pisa è stato presentato il progetto “Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte. L'archivio in rete”: da oggi, con un semplice click, sarà possibile consultare le carte del poeta risultando il fine ultimo di un lavoro durato due anni reso possibile grazie alla collaborazione tra Soprintendenza archivistica della Toscana e l'istituto pisano di ricerca.

La necessità di uno strumento simile deriva dall'ampiezza del fondo documentale pascoliano intriso di letteratura, ma riguardante anche la storia d'Italia e quella più intima del suo autore.

Le carte di Castelvecchio, si sono consegnate fino a noi principalmente ad opera della sorella Maria (Mariù) che dopo la morte del poeta, 1912, volle mantenere immutata la casa e tutto quanto essa conteneva diventando così la curatrice di un vero e proprio sacrario.

Il portale oggi presentato (www.pascoli.archivi.beniculturali.it) è accattivante sia per il pubblico specialistico e non risultando così il gradino finale in una ricerca di lavoro che ha impegnato studiosi, tecnici e istituzioni all'interno della cornice del centenario pascoliano e delle manifestazioni sul sessantesimo dalla morte di Mariù.

Grazie a questo strumento sarà possibile consultare non solo le carte d'archivio, ma anche oggetti contenuti nella casa, il fondo librario nonché avere link e collegamenti multimediali esterni arricchendo così l'offerta culturale. Dal titolo si evince che l'archivio è lo specchio del soggetto produttore e quindi le carte e i suoi contenuti hanno lo scopo di ricostruire la personalità del creatore, ma nel caso di Castelvecchio si aggiunge anche l'operato di Mariù come vestale della sua memoria: ella recuperò lettere e riordinò documenti, talvolta applicando delle annotazioni, marcando ulteriormente così quel senso di nido che dal 1895, anno dell'acquisto della casa, si era venuto a creare sul colle di Caprona. In questi termini, Diana Toccafondi, Soprintendente archivistica della Toscana, ha riassunto il progetto marcando sul primato della vista e quindi avere immagini ad alta risoluzione enunciando così un pensiero del Pascoli incentrato sul vedere (era anche ottimo disegnatore) in modo da far entrare il consultatore all'interno del documento grazie anche agli strumenti accessori affiancati ad ogni singolo fotogramma il cui scopo è quello di indirizzare lo studioso.

Andrea Battistini, docente e critico letterario, a conclusione della mattinata, ha affermato che «Pascoli, da fine filologo classico, è stato un raccoglitore maniacale e purtroppo è stato ridotto a stereotipo e quindi progetti come questi hanno il compito di farlo conoscere anche ai non addetti ai lavori».

Attraverso il portale verrà riconsegnata una moderna e nuova lettura del poeta del bello e del buono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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