Gioco
Il dirigente Angeli sarà ascoltato come teste
La Procura chiederà chiarimenti sulla procedura con cui si è data l’indennità a Ferrucci
LUCCA. Una testimonianza chiave per fugare perplessità legate all’indennità di 20mila annue per tre anni destinate al direttore generale del teatro del Giglio, Manrico Ferrucci, vincitore del bando per ricoprire il prestigioso incarico. Nei prossimi giorni infatti la procura ascolterà come persona informata dei fatti il dirigente comunale Graziano Angeli. La sua firma - accanto a quella di Ferrucci - è in calce al contratto stipulato il 17 ottobre 2013 al nuovo direttore generale con delibera del 9 ottobre. Nel contratto si legge che nel compenso previsto è compresa la retribuzione di 54mila euro lorde per un periodo di tre anni e 20mila euro (lorde) a titolo di indennità «ad personam». Angeli in quel frangente era il direttore pro tempore in rappresentanza dell’azienda teatro del Giglio. La domanda sorge spontanea: quell’indennità è una prassi consolidata o fu una sua iniziativa personale in considerazione del compenso decisamente inferiore rispetto a quelli di teatri della stessa dimensione di quello lucchese oppure qualcuno suggerì ad Angeli di inserire quell’indennità ad personam di cui non si fa menzione nel bando di concorso? Un chiarimento doveroso anche se in procura sono convinti che sul piano formale quel contratto sia ineccepibile. Ci sono però una serie di anomalie. Nel bando si offre un posto di direttore generale con compenso previsto dal contratto nazionale di lavoro senza indicare l’esatto importo. Non sarebbe stato più trasparente indicare la cifra che avrebbe percepito il direttore generale del teatro? Inoltre il consiglio d’amministrazione del teatro (un componente, Federico Azzari, si è dimesso) di questa indennità non era stato messo a conoscenza. All’inizio di febbraio la procura sentirà anche il presidente della commissione del concorso, l’avvocato Giuseppe Toscano. L’inchiesta ruota attorno al suo ruolo in base all’articolo 6 della legge Severino. Visti i rapporti tra il professionista, già presidente della Fondazione Teatro di Pisa, e il vincitore del concorso Ferrucci, ex responsabile marketing della stessa Fondazione, Toscano avrebbe dovuto astenersi dal giudicarlo. Il legale a «Il Tirreno» lo scorso ottobre dichiarò che «dal punto di vista giuridico non c’erano elementi ostativi e sul piano dell’opportunità avevo offerto le mie dimissioni al presidente Scacchiotti che le respinse». Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati.
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