Sicurezza
Ecco come funzioneranno le abitazioni in via Paoli
Sichi: chi ci vivrà avrà diritto agli alloggi popolari. Lavori finiti entro inizio 2015
LUCCA. L’assessore Antonio Sichi (nella foto) lo ripete quasi fino allo stremo: l’intervento di via Brunero Paoli niente ha a che vedere con il progetto (accantonato per volere proprio del sindaco Alessandro Tambellini) delle casette per i nomadi delle Tagliate. «Come indirizzi e come tipo di risposta sono tipologie diverse, anche se attingono allo stesso fondo», spiega il responsabile del sociale.
Ma - soprattutto - sono diversi i destinatari dell’intervento. Un punto, quello del funzionamento della futura struttura di via Paoli - da costruire là dove un tempo c’era una carrozzeria e ancor prima l’ala di un convento - rimasto finora piuttosto nebuloso e che Sichi prova a spiegare: «Questi alloggi sono destinati a soddisfare le esigenze di chi ha dritto di avere una casa popolare, perché ha i requisiti, ma non è entrato in graduatoria e si trova in difficoltà perché non ha un’abitazione». Una condizione che non dipende, ovviamente, dalla nazionalità: e i dati che proprio Sichi ha diffuso l’altro giorno in commissione sulle domande ammesse all’ultimo bando per le case popolari dimostrano che gli italiani sono più degli stranieri.
Ma quanto dura questa condizione di “transitorietà” che darà diritto ad abitare in uno dei sette appartamenti che saranno ricavati in via Paoli? «Fino a quando quella famiglia non avrà a disposizione una casa popolare in maniera definitiva», spiega Sichi. Che definisce meglio anche le ragioni che l’hanno portato a parlare di composizione “a mosaico” degli abitanti della struttura: «L’idea che ho avuto è di inserire diversi tipi di famiglie con diversi tipi di provenienze. Questo per aiutare nel raggiungere un buon livello di rispetto delle regole comuni e della convivenza».
Lo stato di avanzamento del progetto è assai avanzato e i tempi sono piuttosto stretti, anche per ragioni di ordine ecnomico e burocratico. La realizzazione dell’intervento, infatti, è strettamente legata alla concessione di parte di un fondo regionale che ammonta complessivamente a due milioni di euro. «Il progetto sull’immobile di via Brunero Paoli - spiega Sichi - era stato presentato una prima volta a novembre 201e come co-housing. Poi lo abbiamo modificato per la presentazione all’ultimo bando, ed è prevedibile una spesa di realizzazione di 600-650mila euro». Una cifra che in gran parte dovrebbe essere coperto dai fondi regionali: la certezza si avrà solo a fine di questa settimana o all’inizio della prossima, ma i contatti informali inducono all’ottimismo l’amministrazione comunale. Una volta ottenuto il via libera i lavori dovranno partire nel giro di pochissimo tempo: «La Regione prevede che la rendicontazione completa arrivi a Firenze entro il giugno del 2015. E questo vuol dire - ragiona Sichi - che i lavori dovranno essere completati entro la fine di quest’anno o al massimo all’inizio del prossimo». Sarà necessaria anche una verifica del sottosuolo per capire se serve una bonifica e queste fasi propedeutiche dovranno essere seguite anche da un archeologo.
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