Finanza
Bloccata la banda che ruba il piombo
I carabinieri arrestano quattro cittadini romeni che avevano preso di mira l’ex Telecom in via Viaccia: tutti condannati
LUCCA. Hanno preso di mira l’ex Telecom in via Viaccia per compiere un furto di accumulatori in modo da rivendere il piombo esausto al mercato nero, ma sono stati sorpresi dai carabinieri e sono finiti in manette. Dopo una notte in cella sono stati processati e condannati per direttissima: ora sono fuori.
Armati di spranghe e piedi di porco sono entrati in azione all’ora di cena. Si tratta di cittadini romeni, tre dei quali residenti al campo nomadi di via delle Tagliate: Constantin Agache di 25 anni, Nelu Gravila di 22, Marin Donici Marius di 23, e Loredan Ciuca Ioan di 22 anni, che abita in una casa popolare a S. Anna. I primi tre sono stati condannati a 8 mesi mentre Ciuca, che aveva precedenti per furto, ha preso 10 mesi. Per tutti la sospensione della pena e il ritorno in libertà dopo la lettura della sentenza.
La banda è stata colta sul fatto da una pattuglia del nucleo radiomobile dell’Arma che intorno alle 20,30 ha visto movimenti sospetti nel piazzale dell’ex Telecom. Poco prima, a bordo di una Polo e di un furgone Citroen Jumper, i quattro erano riusciti a entrare forzando con spranghe di ferro il cancello d’ingresso. Poi avevano raggiunto l’interno dell’edificio passando attraverso una bocca dell’impianto di areazione. Trovati gli accumulatori, la banda aveva iniziato un paziente lavoro perché le batterie erano fissate alle staffe di alcune scaffalature ed era necessario staccarle.
I carabinieri, che nel frattempo avevano circondato la zona con quattro pattuglie, sono entrati in azione e hanno sorpreso i ladri che avevano già compiuto un primo carico della merce rubata.
Nel furgone Citroen era stato poste 90 batterie e stava per iniziare il secondo giro. All’interno dell’ex Telecom c’erano altri 160 accumulatori chela banda aveva tutta l’intenzione di portare via.
I carabinieri, però, sono intervenuti con tempismo e hanno fatto saltare il piano della banda che aveva studiato il colpo nei minimi dettagli.
Una volta tolto dagli accumulatori il piombo sarebbe stato venduto al prezzo di 50 centesimi al chilogrammo.
Un buon affare per gli acquirenti senza scrupoli e un ottimo affare per chi offre a prezzi ribassati merce ottenuta illegalmente, ovvero a costo zero.
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