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Renaio, corsa contro il tempo e la pioggia

Renaio, corsa contro il tempo e la pioggia

La grande frana ora è ferma, ma in caso di nuove precipitazioni potrebbe riprendere a scivolare

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BARGA. Per ora è tutto fermo, fino a quando le prossime precipitazioni non faranno scattare un nuovo allarme.

Piaggiagrande, the day after, è un paesaggio spettrale, sicuramente poco montano per come i tanti amanti dell'Appennino erano abituati a vederlo. Le due famiglie sfollate e private della loro casa, dei loro animali, della loro vita, ora sono provvisoriamente sistemate presso parenti e gente vicina a loro.

Con grande dignità, nonostante la disponibilità degli amministratori e dei soccorritori, non hanno voluto essere di peso a nessuno, lasciando il posto alla voglia di ricostruzione e ricominciare daccapo. Ma ripartire costerà tempo e denaro, e soprattutto bisogna che tutto sia davvero, dal punto idrogeologico, definitivamente concluso.

L'assessore Pietro Onesti, uno che conosce questo territorio e che in tre lustri di impegno come amministratore a vari livelli sulle tematiche della Protezione Civile, è un uomo affranto e provato da quelle ore difficili sempre, come sempre, in prima linea senza comparire sotto i riflettori:

«E' dura, davvero dura - afferma - descrivere cosa si prova in situazioni come questa. Eppure, ho vissuto gli eventi del '99, i terremoti, le piene del Serchio, gli incendi del 2008 quando ero assessore in Comunità Montana. Ma qui siamo davvero oltre».

Ad una prima stima, il danno al territorio e ai privati coinvolti nella vicenda, è altissimo: «Siamo, a voler star stretti, sul milione e mezzo minimo. Ma è una stima sommaria, perché è destinata ad aumentare". La frana è continuamente monitorata, e Onesti assieme ai tecnici comunali è spesso salito anche ieri per vedere da vicino la situazione: «Il fronte franoso si è fermato - continua -, ma solo perché ha smesso di piovere. Il rischio forte è quello di avere altre precipitazioni deleterie, che amplificherebbero la fragilità di un territorio già duramente provato". Ma per ripartire, serve altro: "Bisogna garantire a questa gente un indennizzo per le perdite, e soprattutto avere risorse adeguate per sistemare il territorio. Il Governo deve fare la sua parte, altrimenti ogni discorso diventa inutile". Per ora, quindi, continua l’evacuazione dell’abitazione che si trova a ridosso del movimento franoso. La nota positiva, è che sono stati tratti in salvo i maialini di proprietà della famiglia Giovannetti, messi al riparo con tante difficoltà. Anche per loro, sono state ore che non dimenticheranno mai.

Intanto in riferimento all’articolo dal titolo “Il fiume erode il terreno e rischia di far cadere un traliccio Enel”, Enel comunica di aver già realizzato un bypass provvisorio che alimenta la linea elettrica mettendo fuori servizio il traliccio in oggetto, che è stato messo in sicurezza e che sarà sostituito con un nuovo sostegno e spostato in un altro punto senza alcuna interruzione programmata per la clientela.

Nicola Bellanova

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