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Lucca

Niente trasferta per i tifosi per colpa dei soliti violenti

Niente trasferta per i tifosi per colpa dei soliti violenti

Su un pullman diretto a Cesena su cui viaggiavano anche due ex Bulldog la polizia rinviene e sequestra assi in legno con chiodi, sassi, tondini e fumogeni

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LUCCA. Ci risiamo. Per colpa dei soliti 20 violenti - che nulla hanno a che fare con lo sport e con la stragrande maggioranza dei tifosi autentici che amano la Lucchese e la sostengono anche in categorie minori - i supporters rossoneri non potranno assistere alla gara di campionato in programma domenica allo stadio Pincelli di Formigine. Il prefetto di Modena, dopo aver valutato la determinazione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e la proposta del Comitato di analisi per la sicurezza, ha disposto l’osservanza della prescrizione della vendita dei biglietti ai soli residenti della provincia di Modena. I ti tifosi rossoneri che vanno alla partita per incitare la Lucchese in modo sano e genuino dovranno restarsene a casa. E debbono ringraziare quei 15-20 «estremisti del tifo» che si sono fatti notare domenica 12 gennaio al Manuzzi di Cesena dove la formazione rossonera era impegnata contro il Romagna Centro. Il provvedimento del prefetto è stato adottato a causa delle intemperanze di persone che vanno allo stadio per ragioni che niente hanno a che vedere con lo sport e la Lucchese. Sul pullman organizzato - della comitiva facevano parte anche due ex Bulldog condannati in primo grado - alla partenza la polizia aveva effettuato un servizio preventivo. L’esito era stato negativo: niente oggetti atti ad offendere o materiale pericoloso. Ma all’arrivo allo stadio di Cesena il mezzo organizzato dagli estremisti del tifo è stato sottoposto a nuovo controllo. Ed ecco la sorpresa. All’interno numerosi assi in legno con chiodi sporgenti, due sassi, di alcuni fumogeni e due tondini in ferro. Materiale atto ad offendere che per la questura è stato prelevato lungo l’itinerario alla volta della città romagnola. A dare manforte ai soliti noti c’erano alcuni ultras del Ravenna che conoscono bene il territorio. Come se questo non bastasse una volta scesi dal pullman i soliti personaggi hanno fatto esplodere un grosso petardo e, al termine della partita, hanno lanciato degli oggetti verso i tifosi di casa nel settore della tribuna. A causa dell’esplosione un agente della Digos di Lucca che stava seguendo la tifoseria ha riportato un lieve trauma al timpano dell’orecchio destro. Ma non è finita. Perché l’indagine condotta dalla Digos di Forlì e dal commissariato di Cesena è destinata a riservare altre sorprese con Daspo in arrivo. La società, alla luce del provvedimento restrittivo, in un laconico comunicato «prende le distanze da atteggiamenti violenti di pochi ed esprime il proprio rammarico per il divieto che va a colpire la larga schiera di sostenitori rossoneri che da sempre segue la squadra con rispetto e correttezza». (l.t.)

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