Italia
Lucca, il sindaco minacciato per telefono
Offese sul cellulare e a casa per il caso degli alloggi per persone in difficoltà. Tambellini fa denuncia alla polizia - COMMENTA
LUCCA. La polemica sulle case per i rom sale di tono, travalica i confini della dialettica e dello scontro politico e si trasforma in atteggiamenti gravi e penalmente perseguibili. Ci sono state infatti telefonate offensive e minatorie al sindaco Alessandro Tambellini che ieri sera, al rientro da Roma dove si era recato per ragioni istituzionali, si è rivolto alla polizia.
Il sindaco (centrosinistra, in carica dal maggio 2012) stamani ha presentato denuncia in questura dopo le ripetute telefonate di minacce e offese ricevute sul suo cellulare e sul telefono di casa per la vicenda degli alloggi di via Brunero Paoli da consegnare a persone in difficoltà economica. Si aggiunge poi una visita a casa, risalente a qualche sera fa, che turba molto il primo cittadino: due persone si sono presentate a S. Alessio e hanno chiesto di lui. Alla moglie che rispondeva "Mio marito è fuori" hanno risposto con fare minaccioso: "Dovrà pur tornare, no? Noi vogliamno una casa, non la deve dare ai rom".
La querelle sugli alloggi, che l’amministrazione comunale assicura saranno destinati a tutti coloro che vivono in una situazione di emergenza abitativa, da giorni infiamma la città. «Ma ora si è passato il segno e così non si può andare avanti», esclama il primo cittadino. Sul suo cellulare e anche al telefono di casa sono arrivate chiamate anonime. Sono state fatte da numeri privati e quindi sul display non compare alcun numero: a Tambellini (e in un caso anche a sua moglie Antonietta, insegnante di spagnolo al liceo scientifico Vallisneri, sono state rivolte offese. E non solo.
«Ci hanno detto frasi davvero poco simpatiche, piene di minacce, pronunciate sia da uomini che da donne. È il caso di rendere noti questi atteggiamenti intimidatori e molto gravi. Comportamenti che suscitano ovviamente apprensione». In tarda serata il sindaco ha parlato con il questore Claudio Cracovia e gli ha spiegato cosa sta avvenendo in questi ultimi giorni.
«È appena il caso di ricordare che qui si stanno facendo polemiche sul nulla. La mia giunta viene ingiustamente accusata di voler avvantaggiare i rom e questo, lo ribadisco per l’
ennesima volta, non corrisponde assolutamente alla verità».
Da giorni l’amministrazione di palazzo Orsetti va garantendo che se riceverà il finanziamento regionale potrà dare avvio al recupero del fatiscente edificio di via Brunero Paoli, all’angolo con via degli Orti. Poi, dice il Comune, italiani, immigrati, rom e sinti potranno concorrere e entrare nella graduatoria per l’assegnazione degli alloggi, utilizzando come unico punto di riferimento i requisiti previsti dalla legge. Il sindaco spiega che il piano di recupero dell'immobile non c'entra niente con l'ipotesi delle cosiddette casette di legno di cui si è parlato nelle scorse settimane. «Il bando della Regione Toscana al quale abbiamo presentato il progetto dell'ex carrozzeria in via Brunero Paoli si rivolge espressamente alle comunità emarginate e non si riferisce in modo esclusivo ai nomadi. Ma evidentemente c’è chi specula su questa vicenda, soffia sul fuoco, alimenta ad arte le tensioni. E c’è chi ci crede e reagisce in questa maniera prendendo di mira la mia famiglia e me. Ma io non ci sto».
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