Il Tirreno

Lucca

L’Azzurrina comprata dalla Tesorino

di Luca Tronchetti
L’Azzurrina comprata dalla Tesorino

Dall’asta fallimentare rilevati dalla società di Montopoli capannone, marchio e avviamento per poco più di 300mila euro

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CAREGGINE. La Fonte Azzurrina con sede a Careggine in località ai Fontanacci dopo tre anni di stop ripartirà con la produzione e la vendita sul mercato. Una buona notizia per la Garfagnana dopo il fallimento datato 2012. Ad acquisire capannone, macchinari, marchio ed avviamento dall’asta fallimentare la Sorgente Tesorino di Montopoli Valdarno che il 14 gennaio scorso ha costituito una società ad hoc denominata «Azzurrina Acque srl» con il compito specifico di ripristinare il comparto produttivo e investire una cifra importante per riavviare produzione e distribuzione attraverso la stipula di nuovi contratti con supermarket e catene alimentari.

Sesto ribasso. A curare la vendita, su mandato del giudice delegato Giacomo Lucente, è stato il curatore fallimentare Massimo Capanni. La base d’asta originariamente era stata fissata in un milione e 140mila euro. Ma dall’asta fallimentare del settembre 2012 a quella di pochi giorni fa tanta acqua è passata sotto i ponti. E per cinque volte l’asta è andata deserta. A gennaio la svolta. Per una cifra pari a 304.251 euro - a conti fatti quasi quattro volte in meno rispetto alla stima iniziale - la «Azzurrina Acque srl» società controllata dalla Sorgenti Tesorino si è portata a casa quell’Acqua Azzurrina che sino a metà degli anni Duemila era uno dei vanti della Garfagnana.

Livelli occupazionali. L’intenzione degli acquirenti è quella di riassumere gli 11 dipendenti ancora senza un’occupazione (due si sono ricollocati) e magari con il tempo e se la situazione del mercato sarà favorevole procedere a nuove assunzioni. Adesso il primo passo sarà il riassetto manutentivo dei delicati macchinari utilizzati per la produzione e l’imbottigliamento dell’acqua minerale. Apparecchiature inutilizzate oltre 30 mesi in presenza di gelate e di altri agenti atmosferici che debbono essere rimesse in funzione ed essere concorrenziali. L’acqua imbottigliata riprenderà l’originaria denominazione di Fonte Azzurrina e la nuova società per bocca del curatore ha intenzione di effettuare investimenti importanti. Occorrerà un periodo di transizione prima di arrivare a regime, ma l’obiettivo è quello di riconquistare la fetta di mercato abbandonata e gli importanti contratti nel circuito distributivo.

Creditori. L’azienda aggiudicatrice dell’asta il 14 marzo dovrà versare il saldo necessario per la stipula del contratto d’acquisto d’azienda. Per quanto riguarda i creditori - l’esposizione debitoria è pari a 5,8 milioni - la curatela dovrà effettuare un’esecuzione immobiliare in Sardegna prima di chiudere il fallimento ed effettuare il riparto. In considerazione dell’esistenza di un creditore con privilegio speciale (una banca) probabilmente verrà soddisfatti solo in parte i creditori privilegiati mentre ai chirografari non rimarrà niente.

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