Sicurezza
Concerti al Carmine, consensi a pioggia
La proposta di D’Alessandro di ristrutturare il mercato a sue spese e farne un centro di cultura piace a Comune e categorie
LUCCA. Riscuote consensi su tutta la linea la proposta di Mimmo D’Alessandro, patron del Summer Festival e del Winter Festival, di creare nel Carmine uno spazio concerti nel chiostro (quelli del Winter, per cominciare) e non solo: un luogo di cultura a 360 gradi, coinvolgendo chi in città si adopera per crearne. Di giorno il Carmine rimarrebbe quello che è: luogo di vita e lavoro, di commercio. E per ristrutturare il Carmine, D’Alessandro investirebbe soldi suoi.
In breve è la proposta riportata in esclusiva ieri dal Tirreno. È passata tutt’altro che inosservata: dall’amministrazione comunale alle categorie, è stata accolta col massimo entusiasmo e disponibilità. Fosse davvero la volta buona, dopo vent’anni e più di progetti ventilati e mai realizzati.
«Sicuramente sul Carmine bisogna cominciare a fare oltre che parlare - non ha dubbi Federico Lanza, presidente del consorzio Città di Lucca di Confcommercio che raggruppa gli operatori del centro storico e coordinatore del tavolo dei rappresentanti delle categorie che hanno elaborato il progetto per far rinascere nel chiostro del Carmine il mercato di filiera corta -. Se poi la proposta arriva da D’Alessandro, che negli ultimi anni ha dimostrato di saper lavorare e fare il bene della città, tanto meglio. Noi siamo ben contenti di andare in questa direzione. Sul Carmine bisogna capire quanto prima cosa, come e quando si va a fare, e poi andare alla fase operativa. Aver perso treni come quello di Eataly è la dimostrazione che non si riesce a capire la portata delle cose che potrebbero arrivare. Occorre rischiare, osare, altrimenti non si va avanti».
«L’idea di D’Alessandro mi piace - dice il presidente della commissione centro storico di Confcommercio Giovanni Martini -. Un’idea che non va a stravolgere il Carmine ma che lo migliora mantenendo quello che c’è. Un luogo così, nel mezzo della città, trasformato la sera in luogo di musica e cultura metterebbe Lucca in primo piano».
E così Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio, ritiene la proposta di D’Alessandro «interessante, e va cavalcata, approfondita. Ben venga la proposta di un imprenditore. Almeno si ragionerà dei vari aspetti, dalla ristrutturazione all’implementazione delle attività, secondo una logica di reddito, sapendo bene come recuperare gli investimenti che saranno necessari».
Soddisfatto della proposta anche il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini, secondo il quale «Ogni disponibilità di imprenditore va presa in considerazione. Se poi viene da chi ha portato grande esempio per la città è da prendere in seria considerazione. Questa proposta dovrebbe stimolare il Comune, proprietario del Carmine, ad aprire finalmente il tavolo che da tempo chiediamo sul mercato. Il Comune deve prendere un mano la situazione, riunire le energie migliori, cercare i fondi per ristrutturarlo. C’è amore della città per questo luogo.
Accoglie con favore la proposta anche Giovanni Lemucchi, assessore alle attività produttive. «Se c’è un imprenditore interessato al recupero del Carmine ben venga, se è D’Alessandro meglio ancora, vista la sua esperienza. Siamo disposti a valutare la sua proposta. Che potrebbe anche trovare un collegamento con la disponibilità offerta dalla Fondazione Crl a elargire tre milioni per la ristrutturazione del Carmine». E il tetto bucato del mercato? Lemucchi dice che «il progetto per la nuova copertura (con i 150mila euro della Fondazione Crl, ndr) è in linea con le previsioni. Tra fine febbraio e inizio marzo i lavori possono partire. Per assegnarli faremo la gara».
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