Il dolore
Rossi doc e biciclette nel Ciclo DiVino di via Michele Rosi
Quattro giovani hanno deciso di aprire una nuova attività che lega drink e stuzzichini alla passione per le due ruote
LUCCA. Prendiamo due realtà apparentemente distanti, come il gusto per il buon vino e la passione per la bicicletta e amalgamiamole insieme. Abbiniamole all'estro di quattro giovani imprenditori e lasciamo che si sposino con le aspettative di coloro che, nel nostro paese, forse vedono ancora un futuro.
Parte da qui la ricetta di chi alla crisi ha deciso di non volersi arrendere e, mentre in città non mancano le attività costrette ad abbassare la saracinesca, in via Michele Rosi, Ciclo DiVino apre le sue porte al pubblico.
«Ci abbiamo pensato a lungo – spiega Andrea Pellegrini, titolare dell’esercizio insieme a Martino Tonetti, Ivan Massei ed Elena Guidotti –. La paura c’era e la perplessità anche, ma poi è arrivato quel giorno, quello in cui, se credi fermamente in un’idea, metti da parte i tuoi dubbi e con tutto il coraggio del caso, ti butti a capofitto in una nuova avventura».
Oltre tre anni di progetti, sogni e aspirazioni, diventati realtà circa quindici giorni fa con l’inaugurazione del nuovo locale, sebbene l’amore di Andrea e di Martino per le biciclette a scatto fisso, fosse sbocciato già nel 2008. E’ stato allora che, viaggiando e partecipando ad eventi su questo tema, sono incappati nel format del Ciclo-bar, già in voga in città come Londra e Parigi: veri e propri caffè legati al mondo della bicicletta, dove acquistare il veicolo, fare manutenzione, o semplicemente condividere le proprie conoscenze.
«All’inizio fantasticavamo soltanto sulla possibilità di aprire, anche dalle nostre parti, qualcosa del genere – racconta Andrea Pellegrini – fino alla scorsa primavera quando abbiamo cominciato a parlarne più seriamente».
La voce, è giunta all'orecchio di Ivan Massei ed Elena Guidotti che, in cerca di nuove prospettive dopo la chiusura dell’Emporio del Sale, subito hanno deciso di entrare a far parte della squadra.
«Noi avevamo confidenza con le bici, mentre loro, alle spalle una buona esperienza nel mondo della ristorazione – dichiara Andrea – il binomio era perfetto, ma a quel punto è iniziata una lunga trafila burocratica con il Comune».
Difficile, in un primo momento, farsi capire: l’accoppiata di prodotti alimentari e veicoli a due ruote, certo lasciava perplessi.
«A quel punto abbiamo contattato simili realtà a Torino e a Milano dove abbiamo trovato persone disponibili ad aiutarci. Ci hanno fornito dati, codici e documenti che abbiamo portato come esempio all'amministrazione, riuscendo così a sbloccare le cose».
Non un semplice Ciclo-bar come quelli conosciuti all'estero, la loro, ma una “Bike-Vineria” dove trovare prodotti della Toscana e della lucchesia accostati, per un euro, a qualche stuzzichino, come i cosiddetti “cicchetti” veneziani, oltre che un luogo adatto per acquistare e personalizzare la propria bicicletta.
Un’idea, da subito accolta positivamente dalla città, dicono, colpita e incuriosita da questa particolare novità. «Non dimentichiamo – ricorda uno dei titolari – che Lucca è diventata una piazza importante per il mondo del ciclismo: l’ampia Ztl, il fatto che sia pianeggiante e che offra diversi percorsi verso mare e collina, costituiscono dei veri punti di forza per questo sport». E non a caso è stata scelta per la partenza della corsa in linea del mondiale di ciclismo dello scorso settembre.
Ma niente è stato lasciato al caso, nemmeno la zona.
«Crediamo che questo tratto del centro abbia un’identità diversa, che in questa parte di Lucca si respiri un’aria più leggera.
«Abbiamo immaginato che qui, il nostro progetto, potesse completare uno spazio già ben avviato. Con una birreria ed una vineria, una di fronte all'altra, l’offerta sarebbe andata a coprire ogni gusto ed esigenza e, anche se un bilancio è prematuro, di fronte ad una clientela così eterogenea come quella che stiamo accogliendo, l’impressione è di avercela fatta».
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