Il Tirreno

Lucca

«Datemi il Carmine, ne farò il tempio della musica»

di Barbara Antoni
«Datemi il Carmine, ne farò il tempio della musica»

Il patron del Winter chiede al Comune di affidargli il mercato per ristrutturarlo a sue spese. «Lo trasformerò in music hall e sarà la sede ideale del Winter Festival»

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LUCCA. Un centro di vita, di cultura e di musica nel mercato del Carmine. «Se il Comune fosse disposto a darmelo, lo ristrutturerei a mie spese. Non toccherei niente della sua vita durante il giorno. E la sera il chiostro diventerebbe il luogo della musica, della cultura nel senso più ampio del termine».

Si chiama mercato del Carmine il sogno di Mimmo D’Alessandro. Il patron del Summer Festival da diciassette anni a questa parte e del Winter Festival da due sarebbe disposto a prendersi in carico il mercato più antico di Lucca, il cuore autentico della città, è a dargli nuova vita, con un’impronta in primo luogo musicale.

Non scherza D’Alessandro mentre racconta il suo sogno. Lo cova da tempo, stimolato anche dalle vicissitudini che il Carmine attraversa ormai da decenni, da tutte le ipotesi che si sono fatte sulla sua destinazione. Doveva diventare un Covent Garden lucchese, poi un agglomerato di negozi di prodotti tipici con albergo di charme al suo interno; in tempi più recenti poteva essere la sede di Eataly salvo poi negarsi al patron Farinetti.

Oggi, è cosa nota, sul Carmine l’amministrazione comunale, insieme a un gruppo di lavoro formato da esponenti di tutte le categorie, sta lavorando al progetto di riportare nel chiostro del Carmine il mercato di filiera corta, la vendita diretta dei prodotti agricoli della zona: un mercato da tenersi una, due volte a settimana. Ma c’è un problema, ovvero il tetto da rifare, dopo che un anno fa dentro il chiostro ha cominciato a piovere. Si è mossa, come parimenti noto, la Fondazione Cassa di Risparmio, offrendo i fondi prima per rifare ex novo la copertura, poi dicendosi disposta a elargire addirittura tre milioni per il recupero complessivo della struttura.

D’Alessandro non si scalfisce di fronte alle basi gettate per quest’ultimo progetto.

Lui vede nel Carmine in primo luogo la sede ideale per i concerti del Winter Festival, una manifestazione in cui, ribadisce, «credo tantissimo, ma che trova ostacoli ad essere ospitata». Non userebbe il chiostro solo per questa funzione. Vorrebbe crearci un movimento continuo, in collaborazione con associazioni e quanti in città fanno cultura.

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