Italia
Comprare a rate non ci piace più
Pasquini (Confcommercio): «A Lucca credito al consumo in calo da 5 anni. E con interessi sotto il 10%»
LUCCA. Cala il ricorso al credito al consumo fra i lucchesi. Che - è noto - non sono mai stati grandi fautori del comprare (e pagare) a rate. Ma che comunque, a cavallo fra gli anni Novanta e Duemila avevano partecipato alla grande espansione di questo tipo di vendita. Che ora - segnala il direttore di Confcommercio Roberto Pasquini - è in flessione.
«E non poteva essere altrimenti, dal momento che si sono ridotti i consumi, prima ancora del credito al consumo – insiste il direttore di Confcommercio –. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila c’era stato un vero boom. La gente pagava a rate qualsiasi cosa, dalle vacanze al frigorifero, con interessi più alti di ora, ben oltre quella soglia del 10% che oggi invece non viene quasi mai superata».
Le spiegazioni del limitato interesse dei consumatori nei confronti del credito al consumo sono molte, secondo la Confcommercio, e di natura sia sociologica sia prettamente economica. «Il credito al consumo – dice ancora Pasquini - presuppone nei consumatori un indice di fiducia alto, che in questo momento manca come mancano l’ottimismo e la serenità nel guardare al futuro. Per gli acquisti non necessari c’è sempre tempo. Ma non c’è tempo invece per l’economia interna, che se i consumi restano al palo come ora è destinata a soffrire ancora più di ora. La leva per un ulteriore aiuto alla ripresa del consumo – termina il direttore di Confcommercio – è quella di offrire al lavoratore medio la possibilità di avere in busta paga 100 – 150 euro in più al mese derivanti da una manovra di defiscalizzazione».
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