Il Tirreno

Lucca

Camionista massacrato, nove a giudizio

di Luca Tronchetti
Camionista massacrato, nove a giudizio

Scoperti gli autori dell’aggressione alla festa di Halloween al Il Ciocco. «Pugni in testa e calci in faccia quando ero a terra»

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BARGA. Autotrasportatore pestato senza pietà, con pugni in testa e calci in faccia quando si trova a terra svenuto, da una gang composta da nove bulli di età compresa tra i 24 e i 19 anni che frequentano una palestra della Media Valle e sono vicini a gruppi di estrema destra. Una banda che nel 2013 si sarebbe resa protagonista di una serie di episodi di violenza e i cui componenti, individuati dai carabinieri del reparto operativo di Castelnuovo guidato dal capitano Paolo Volonté, rischiano non soltanto di finire sotto processo per il reato di lesioni gravi in riferimento al camionista aggredito, ma anche di altri episodi inerenti a percosse e danneggiamenti.

Citazione a giudizio. I nuovi teppisti - che si muovono in branco e sono cultori della thai box (sport da combattimento a contatto pieno che consente ai contendenti di utilizzare pugni, calci, gomitate e ginocchiate) - sono studenti, operai e disoccupati che vivono prevalentemente nei comuni di Borgo a Mozzano, Coreglia, Bagni di Lucca, Castelnuovo (due sarebbero residenti a Lucca e periferia) e nei guai è finita anche una ragazza del Capannorese legata sentimentalmente a uno dei teddy boy. Il sostituto procuratore Lucia Rugani li ha citati a giudizio con l’accusa di lesioni gravi in riferimento al pestaggio avvenuto la notte di Halloween (il 31 ottobre 2013) nell’auditorium de Il Ciocco a Castelvecchio Pascoli dove si stava tenendo una festa con oltre un migliaio di partecipanti. Vittima delle botte Alessandro Bechelli, 36 anni, di Barga, titolare con il padre e il fratello di una nota ditta di autotrasporto. Il camionista, tra l’altro cintura nera di karate, ha riportato contusioni, lividi ed ecchimosi in faccia e sulle gambe oltre alla tumefazione di un occhio e un leggero trauma cranico visto che è rimasto a terra svenuto e si è ripreso soltanto nell’ambulanza che lo trasportava in ospedale. Il primo referto al pronto soccorso del S. Croce di Castelnuovo riferisce di otto giorni di prognosi. Ma accertamenti successivi con visite specialiste connesse portano la prognosi ad oltre trenta giorni (l’interessato parla di 50 giorni tanto che da quella notte è rientrato al lavoro soltanto il 7 gennaio).

Racconto allucinante. Alessandro Bechelli senza reticenze e paure racconta quanto gli è capitato la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre dello scorso anno durante la festa danzante tra giovani con indosso costumi da strega, fattucchiera o mago che si svolge all’auditorium de Il Ciocco a Castelvecchio Pascoli con oltre un migliaio di partecipanti. «Era l’una e mezzo - sostiene il camionista - quando sono andato in terrazzo per fumarmi una sigaretta. Non ero mascherato e dopo qualche minuto sono rientrato. Sulla porta c’era un gruppo di ragazzi. Mi hanno guardato in modo torvo quasi ce l’avessero con me. Io non ho abbassato lo sguardo e per tutta risposta mi hanno strattonato e spinto. Ho cercato di divincolarmi, ma prima che vi fosse un contatto fisico è arrivato il bodyguard che mi ha allontanato. Prendendomi in disparte mi ha detto che era meglio stare alla larga da quegli individui perché erano pericolosi e maneschi. A quel punto mi sono messo a ballare con un’amica, ma ho visto che gli sguardi minacciosi di quei teppisti rivolti su di me. Sono passati 20 minuti e ho deciso di prendere la situazione di petto e di parlare con uno del “branco”, quello campione di boxe thailandese. Andiamo sul terrazzino e cerco di convincerlo a fissare la sua attenzione e quella dei suoi compagni su altri. Magari sulle tante belle ragazze che allietavano la festa».

Calci, pugni e fuga. Bechelli non fa in tempo a girarsi per riguadagnare la pista da ballo che riceve 4-5 pugni dietro la nuca. «Sono anche cintura nera di karate. - racconta - Ma non mi aspettavo di essere attaccato alle spalle. Mi giro e mi vedo attorniato da diversi giovani. Una gragnuola di cazzotti mi manda al tappeto e da lì ricevo calci in testa e in bocca. A quel punto sono svenuto e mi sono ritrovato al pronto soccorso con 50 giorni di prognosi. Mi hanno detto che l’allarme è stato dato da alcuni partecipanti alla festa che hanno visto la scena e chiamato il buttafuori. Quei teppisti, dopo aver creato il panico, sono scappati verso il posteggio e alcuni di loro sono stati riconosciuti dal parcheggiatore».

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