Il Tirreno

Lucca

Il Summer 2014 ora rischia grosso

di Barbara Antoni
Il Summer 2014 ora rischia grosso

D’Alessandro dà l’ultimatum: da maggio a luglio la Casa della Città deve essere usata solo come biglietteria del festival

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LUCCA. Non ci sarà alcun programma del Summer Festival 2014 senza la disponibilità messa per iscritto dal Comune a cederle completamente da maggio e fino al termine dei concerti l’uso degli spazi oggi occupati dalla Casa della Città .

A Mimmo D’Alessandro, direttore artistico del Summer, «le parole non interessano più. Non annuncio alcun cartellone se prima non vedo l’impegno del Comune a mettermi a disposizione quegli spazi da maggio alla fine della manifestazione. O lo mettono per iscritto o niente. Se così non sarà fatto, deciderò come muovermi. Potrei anche fare il festival altrove. Oppure farlo con artisti minori».

Più chiaro di così. L’ultimatum ora è definitivo.

A riaccendere i toni di una situazione che sembrava tutto sommato distesa sono state, spiega D’Alessandro, le affermazioni di ieri dell’assessore all’urbanistica Serena Mammini, che ha in pratica smentito le dichiarazioni rilasciate da D’Alessandro dopo il loro incontro di venerdì, ovvero che ufficio urbanistico del Comune e Summer Festival avrebbero convissuto anche nei tempi immediatamente precedenti e contemporanei alla manifestazione.

All’incontro di venerdì in realtà, ribadisce il patron del Summer, si era deciso diversamente.

Il Comune lo aveva convocato per chiarire una situazione spiacevole, cominciata con lo sfratto immediato del festival dalla sua biglietteria (nei locali sotto il teatro del Giglio in largo monsignor Martini, trasforati in Casa della Città) lo scorso dicembre, mentre erano in corso i concerti del Winter Festival.

Il faccia a faccia tra D’Alessandro, Serena Mammini e il capo di gabinetto del sindaco Luca Galli si era concluso, sembrava, nel migliore dei modi. Poi la Mammini ha ritrattato e D’Alessandro si è infuriato.

Il direttore artistico della manifestazione racconta che ieri in giornata si è sentito sia con Galli che con l’assessore, la quale «ha spiegato che c’era stato un equivoco sul comunicato e con l’ufficio stampa del Comune», riporta.

Ma D’Alessandro di scuse non ne vuole più sentire.

«Il Comune - tuona - mi deve mettere in condizione di lavorare e bene, di fare un grande festival. Io sono un privato che investe soldi sul festival del quale loro prendono tutti i meriti e le ripercussioni positive e si fa tanta confusione per una stanza. Lo vogliano o no: il Summer è la manifestazione più importante di Lucca, è un brand noto in tutto il mondo. Non voglio fare polemica, voglio solo essere messo in condizione di lavorare. Così non va davvero».

La situazione è a questo punto. Il festival completamente in altomare.

Una cosa che addolcisce l’amarezza, per D’Alessandro, è il fatto di avere avuto «tanta tanta vicinanza da parte della gente, e questo mi fa molto piacere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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