Il Tirreno

Lucca

Scuole, tagli a pulizie e sorveglianza

di Nadia Davini
Scuole, tagli a pulizie e sorveglianza

Da domani orari ridotti per le lavoratrici “esterne”: si temono problemi e caos. E già ora mancano i prodotti per lavorare

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LUCCA. Firmate le prime ore di cassa integrazione in deroga. Da domani alcune scuole di Lucca si ritroveranno con meno personale o comunque con l'orario di pulizia e sorveglianza ridotto. Conseguenza: lavoratrici che perdono il posto, scuole più sporche e più insicure. Cause dirette dell'ennesimo taglio che piega in due la scuola pubblica e la vita di intere famiglie. «Una problematica non soltanto occupazionale – spiega Giovanni Bernicchi della Fisascat Cisl – ma un vero e proprio guaio a livello di igiene e sicurezza».

A macchia di leopardo. A essere coinvolti sono quegli istituti che hanno esternalizzato negli anni i servizi di pulizia alle cooperative, il gruppo dei cosiddetti appalti storici: un numero non facile da individuare, visto che a Lucca la situazione presenta molteplici sfaccettature. Le lavoratrici interessate, perché è bene dirlo, la maggior parte di coloro che fanno le pulizie nelle scuole sono donne, si trovano dislocate a macchia di leopardo su tutto il territorio, alternando la loro presenza all'interno dei plessi con quella dei collaboratori scolastici. Motivo per cui domani, a Viareggio, Cgil, Cisl e Uil si incontreranno per fare il punto della situazione in provincia, pubblicare l'entità dei tagli e avanzare possibili forme di protesta.

Emergenza per 200. Duecento lavoratrici, all'incirca. Eccole le donne dell'emergenza pulizia nelle scuole. Una storia che parte nel 2011, quando si spendevano 600milioni per le pulizie assegnate all'esterno. Nel 2013 se ne sono spesi poco più di 400. E il decreto del fare ha dato un ulteriore colpo d'accetta. Pochi mezzi, e mal assegnati. Lo denuncia la Cisl, spiegando che se prima le risorse venivano distribuite alle scuole in base ai metri quadrati, adesso invece vengono calcolate sulla base dello stipendio che avrebbero ricevuto i collaboratori scolastici non assunti in organico, i cosiddetti posti accantonati, che da anni sono sostituiti da appalti a ditte di pulizia esterne.

La nuova gara. Già, l'appalto. Oltre ai tagli, infatti, l'altro nodo è proprio questo. Il cambio di impresa uscito dall'ultima gara d'appalto ha creato ancora più confusione e ipotizzato tagli «dal 40 al 70 per cento delle ore». Ma arriviamo all'epilogo. Nel 2013 è partito il processo per assegnare le pulizie delle scuole con una gara europea lanciata da Consip. In Toscana, e quindi anche a Lucca, insieme a Lombardia, Puglia e Sicilia ha vinto la Dussman Service. Che ha subappaltato il servizio alla ditta pugliese, Auriga. Fino al 31 dicembre scorso, per intenderci, tutti quei servizi che non riuscivano a coprire i bidelli erano gestiti da storiche ditte esterne, che avevano affidato l'incarico in subappalto a cooperative della zona, tra Lucca e la Versilia. «Con il ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie – continua Bernicchi – è stato il caos. Le imprese che c'erano prima se ne sono andate portandosi dietro i materiali da lavoro, detersivi, attrezzi. Le lavoratrici si sono trovate senza nulla e in alcuni casi hanno anche dovuto comprare di tasca propria i prodotti per pulire». Arriviamo ai tagli. «Le lavoratrici che hanno firmato la cassa integrazione in deroga – spiega Bernicchi – hanno subito un taglio di mezz’ora, un’ora al massimo. Almeno per il momento. La cassa integrazione in deroga, però, è un atto unilaterale della Dussman Service, che, in base a sue valutazioni, sta tagliando il servizio negli istituti, anche in quelli che hanno già i fondi previsti dal Ministero per le pulizie. L'azienda non sta rispettando il contenuto dell'accordo regionale firmato il 23 dicembre 2013 e la legge di stabilità». Il 23 dicembre, infatti, sindacati e azienda hanno firmato un accordo regionale nel quale si prevedeva il passaggio da un'impresa all'altra alle stesse condizioni contrattualmente previste al 31 dicembre 2013. Con l'aggiunta che se ci fossero stati problemi, la Dussman Service avrebbe dovuto applicare la cassa integrazione in deroga. «Nella legge di stabilità – dice il sindacalista della Cisl – era però contenuto un emendamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri che prevedeva che fino al 28 febbraio 2014 le ore effettuate dai lavoratori continuavano ad essere le stesse svolte fino al 31 dicembre 2013. Ci sono poi dei paradossi: a Castelnuovo, ad esempio, il dirigente scolastico aveva fatto domanda per portare il servizio da 18 a 20 ore settimanali e, invece, ha subito un taglio. La situazione è molto delicata e molto preoccupante». Per capire, in termini di concretezza, cosa significa operare un taglio simile basta vedere cosa sia successo alle lavoratrici delle pulizie dei Musei Nazionali della città. Tre donne facevano undici ore settimanali, dopo i tagli quattro e mezzo: stipendio falcidiato e famiglie in ginocchio.

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